Il Tirreno

Toscana

Cannabis per uso terapeutico, triplicherà la produzione dei militari a Firenze

Samuele Bartolini
Le piante di cannabis coltivate nell'istituto farmaceutico militare di Firenze
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Le piante di cannabis coltivate nell'istituto farmaceutico militare di Firenze

L’obiettivo dell’Istituto Farmaceutico militare è coltivare 300 chili l’anno per combattere i dolori dei malati di Sla o dei pazienti oncologici. Saranno realizzate dieci nuove serre, altre sedici in cantiere: investimento di oltre un milione di euro

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FIRENZE. All’istituto farmaceutico militare di Firenze è tutto pronto per triplicare la produzione di cannabis per uso terapeutico e interrompere l’importazione dall’estero. Come? Passando da 100 a circa 300 chilogrammi all’anno. L’obiettivo è chiaro: non dipendere più dall’Olanda o dal Canada e farci diventare autonomi nella coltivazione dell’oro verde che allevia il dolore di malattie come il cancro, la Sla, la sclerosi multipla e alcune neuropatie.

IN ATTESA DEL VIA LIBERA

È quanto emerso nel corso di un affollato Open day sull’argomento che si è tenuto ieri mattina nello stabilimento fiorentino. I militari farmacisti aspettano solo il via libera dallo Stato. Il primo a dirlo è proprio il colonnello Antonio Medica, direttore dell’istituto: «Abbiamo già predisposto nuove serre per arrivare a 300 chili, adesso deve essere previsto un lieve aumento dell’investimento iniziale di un milione di euro».

NUOVE SERRE IN ARRIVO

Per il momento nell’istituto farmaceutico militare sono attive due serre per la crescita della cannabis, che possono ospitare ciascuna 140 piante. Ma sono già state costruite altre dieci serre, che conterranno complessivamente mille piante, e attendono di essere attrezzate per la coltivazione. Sono previste poi altri 16 vivai, ad ora in fase di progettazione.

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La Toscana dunque si presenta come fiore all’occhiello a livello nazionale nella produzione di cannabis per uso terapeutico. Non solo perché l’istituto farmaceutico militare di Firenze è l’unico in Italia a fare questo tipo di produzione, ma anche perché la nostra regione è l’unica ad avere applicato la sua legge approvata nel 2012. In altre – come ad esempio in l’Emilia Romagna – è passata, ma è rimasta lettera morta.
«Siamo tra l’altro la Regione che eroga il maggior numero di trattamenti in Italia con la cannabis (oltre mille e cento, ndr) e abbiamo individuato centri specializzati: uno all’ospedale di Careggi, l’altro all’istituto ospedaliero dell’Università di Pisa. E la distribuiamo gratuitamente ai pazienti che abbiano già le prescrizioni di questi centri», aggiunge la assessora regionale alla salute, Stefania Saccardi.

PREGIUDIZI DA COMBATTERE

Ma è solo da un paio d’anni che la legge regionale ha cominciato a funzionare. Fondamentale è stato l’aiuto del decreto governativo del 2015 che ha permesso l’aumento della produzione. «Anche se – dice il dottor Antonio Panti, presidente dell’Ordine dei medici fiorentini – è rimasto ancora il retaggio culturale dei vecchi medici di famiglia che spesso non concepiscono nemmeno l’ipotesi di usare uno stupefacente».
«È una questione di formazione dei medici che ancora manca. Su questa strada dobbiamo fare molto», aggiunge l’ex-consigliere regionale del Pd, Enzo Brogi, vera “mente” della legge regionale. E sulla legalizzazione? «Matteo Renzi mi ha confidato che è ancora troppo presto», risponde Brogi che da qualche tempo pare essere diventato il “confidente” del rinnovato segretario del Pd.

INTANTO IL CENTRO ASCOLTO

Intanto la Regione lavora con l’Istituto farmaceutico militare, Toscana Life Sciences e l’Università di Firenze per mettere in piedi un nuovo protocollo. Obiettivo: permettere ulteriore sperimentazione e ricerca sulla cannabis in collaborazione con i Centri di ascolto costituiti da medici e malati. Un servizio di sostegno e supporto psicologico telefonico gratuito che comunque è sempre attivo allo 800 880101, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.
Il Centro di ascolto regionale in fatti darà informazioni a cittadini e medici anche sui farmaci cannabinoidi, come ha annunciato la stessa assessora Saccardi.

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