Italia
Revet: interrogazione di un senatore Ma il presidente era già assolto
PONTEDERA. Nei giorni scorsi i consiglieri del M5S hanno chiesto al Presidente del Consiglio regionale di attivarsi per la rimozione dell’attuale Presidente di Revet, Alessandro Canovai; la richiesta...
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PONTEDERA. Nei giorni scorsi i consiglieri del M5S hanno chiesto al Presidente del Consiglio regionale di attivarsi per la rimozione dell’attuale Presidente di Revet, Alessandro Canovai; la richiesta è stata respinta.
Revet spa, azienda pubblica/privata con sede a Pontedera, gestisce il riciclo dei rifiuti in Toscana. Per i consiglieri regionali pentastellati il presidente doveva essere rimosso poiché due società a lui collegate erano state oggetto di interdittiva antimafia. Ma il presidente del Consiglio ha ritenuto non ammissibile l’interrogazione.
Il motivo forte di questo rifiuto sta nel fatto che il procedimento che aveva interessato Canovai – una vicenda che risale al 2007, di fronte alla Procura della repubblica di Catania – era giunto a un risultato chiaro: il proscioglimento da ogni accusa e la sentenza di non luogo a procedere da parte del Gip, nell’aprile 2016, riportava la formula “perché il fatto non sussiste”.
Un altro procedimento, a Perugia, vede invece Canovai indagato, ma esclusivamente per reati contravvenzionali; e non esiste alcuna ordinanza di rinvio a giudizio (tantomeno per il reato di associazione a delinquere).
In seguito al “no” ricevuto a Firenze dal movimento, il parlamentare Mario Giarrusso, M5S, componente della commissione antimafia, ha presentato un’interrogazione parlamentare. Vi si legge: «Si chiede ai ministri dell’interno e dell’ambiente di conoscere le motivazioni per le quali, nel periodo che va dal 2014, rinvio a giudizio, alla sentenza del 2016, le Prefetture competenti, ad eccezione di quelle di Massa Carrara e Perugia, non abbiano avviato l’iter amministrativo, interdittiva antimafia, nei confronti delle aziende in cui Canovai ricopriva ruoli dirigenziali». Giarrusso fa riferimento alle due vicende di Catania e di Perugia ma non menziona il fatto che Canovai è stato assolto.
Revet spa, azienda pubblica/privata con sede a Pontedera, gestisce il riciclo dei rifiuti in Toscana. Per i consiglieri regionali pentastellati il presidente doveva essere rimosso poiché due società a lui collegate erano state oggetto di interdittiva antimafia. Ma il presidente del Consiglio ha ritenuto non ammissibile l’interrogazione.
Il motivo forte di questo rifiuto sta nel fatto che il procedimento che aveva interessato Canovai – una vicenda che risale al 2007, di fronte alla Procura della repubblica di Catania – era giunto a un risultato chiaro: il proscioglimento da ogni accusa e la sentenza di non luogo a procedere da parte del Gip, nell’aprile 2016, riportava la formula “perché il fatto non sussiste”.
Un altro procedimento, a Perugia, vede invece Canovai indagato, ma esclusivamente per reati contravvenzionali; e non esiste alcuna ordinanza di rinvio a giudizio (tantomeno per il reato di associazione a delinquere).
In seguito al “no” ricevuto a Firenze dal movimento, il parlamentare Mario Giarrusso, M5S, componente della commissione antimafia, ha presentato un’interrogazione parlamentare. Vi si legge: «Si chiede ai ministri dell’interno e dell’ambiente di conoscere le motivazioni per le quali, nel periodo che va dal 2014, rinvio a giudizio, alla sentenza del 2016, le Prefetture competenti, ad eccezione di quelle di Massa Carrara e Perugia, non abbiano avviato l’iter amministrativo, interdittiva antimafia, nei confronti delle aziende in cui Canovai ricopriva ruoli dirigenziali». Giarrusso fa riferimento alle due vicende di Catania e di Perugia ma non menziona il fatto che Canovai è stato assolto.
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