Toscana
Profondo rosso: meno 10 milioni dalle partecipate
di Stefano Taglione
Il bilancio del 2015 si chiude con una voragine A picco Fidi Toscana e Terme di Montecatini
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FIRENZE. Il 2015 si è chiuso in una valle di lacrime: meno 10 milioni di euro. È il profondo rosso in cui versano le società partecipate dalla Regione, gravato in gran parte dalle perdite della finanziaria Fidi Toscana, che nei bilanci pubblici pesa in negativo per sei milioni e mezzo.
Venti aziende, oltre 1.200 dipendenti e pochi utili: è ciò che emerge dall’ultima relazione della giunta regionale sulle partecipazioni societarie, aggiornata al 31 dicembre 2015. Oltre alla “banca” fondata nel lontano ‘75 per facilitare le nostre imprese nell’accesso al credito, le note dolenti rimangono nel settore termale, dove la Regione ha perso circa due milioni e 300mila euro, quasi tutti con la Terme di Montecatini Immobiliare, posseduta per il 67,12% e appesantita, considerando solamente la quota pubblica, da un passivo di 2.052.964 euro.
Le perdite. Fidi e Terme di Montecatini sono i rossi milionari di un sistema che purtroppo ha anche altri conti che non tornano. La Interporto toscano “Amerigo Vespucci” di Collesalvetti, ad esempio, ha causato alla Regione un rosso di 759.461 euro e la Internazionale Marmi e Macchine di Carrara ne aggiunge un altro di 693.129. Tornando al termale, però, non piange solo la Valdinievole: la Terme di Casciana spa, ad esempio, ha fatto perdere alla Regione 257.308 euro. Meno (145.927) della Sviluppo Toscana, che opera nel settore dello sviluppo economico ed è interamente partecipata dall’ente pubblico. Male anche il comparto fieristico, con la Arezzo Fiere e Congressi che nel 2015 ha chiuso con un disavanzo, sempre per quanto riguarda la sola quota in seno alla Regione, di 84.447 euro. Nel complesso tutto il sistema delle partecipate ha perso 10.302.474 euro. Un anno prima, nel 2014, il risultato si era rivelato migliore: meno 2.516.572 euro.
Dove i conti sono ok. Toscana Aeroporti (in basso l’articolo di approfondimento) rimane l’unica società a sfornare utili importanti: 418mila euro. Eppure, dopo la privatizzazione, al 31 dicembre 2015 alla Regione ne rimaneva solo il 5,03%. Un utile rilevante che, quindi, arriva nonostante una partecipazione limitata. La società che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze precede l’Agenzia Regione recupero risorse, che ha chiuso il bilancio in positivo per 50.877 euro. L’azienda fiorentina del settore ferroviario Italcertifer (toscana per l’11% e partecipata al 56% dal Gruppo Ferrovie dello Stato), invece, porta in dote 28.905 euro, più di Terme di Chianciano immobiliare (l’unica in attivo del settore con un +27.059) e Firenze Fiera (21.130). Sostanzialmente in pareggio risultano infine le altre partecipate: Banca Popolare Etica (la Regione ne detiene appena lo 0,08%), Alatoscana, Interporto Toscana Centrale, Società esercizio aeroporto della Maremma, Logistica Toscana e Società consortile Energia toscana. Etruria Innovazione e il Consorzio Pisa Ricerche, invece, sono rispettivamente in liquidazione e in procedura fallimentare, poiché la Regione non le ritiene «più strategiche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Venti aziende, oltre 1.200 dipendenti e pochi utili: è ciò che emerge dall’ultima relazione della giunta regionale sulle partecipazioni societarie, aggiornata al 31 dicembre 2015. Oltre alla “banca” fondata nel lontano ‘75 per facilitare le nostre imprese nell’accesso al credito, le note dolenti rimangono nel settore termale, dove la Regione ha perso circa due milioni e 300mila euro, quasi tutti con la Terme di Montecatini Immobiliare, posseduta per il 67,12% e appesantita, considerando solamente la quota pubblica, da un passivo di 2.052.964 euro.
Le perdite. Fidi e Terme di Montecatini sono i rossi milionari di un sistema che purtroppo ha anche altri conti che non tornano. La Interporto toscano “Amerigo Vespucci” di Collesalvetti, ad esempio, ha causato alla Regione un rosso di 759.461 euro e la Internazionale Marmi e Macchine di Carrara ne aggiunge un altro di 693.129. Tornando al termale, però, non piange solo la Valdinievole: la Terme di Casciana spa, ad esempio, ha fatto perdere alla Regione 257.308 euro. Meno (145.927) della Sviluppo Toscana, che opera nel settore dello sviluppo economico ed è interamente partecipata dall’ente pubblico. Male anche il comparto fieristico, con la Arezzo Fiere e Congressi che nel 2015 ha chiuso con un disavanzo, sempre per quanto riguarda la sola quota in seno alla Regione, di 84.447 euro. Nel complesso tutto il sistema delle partecipate ha perso 10.302.474 euro. Un anno prima, nel 2014, il risultato si era rivelato migliore: meno 2.516.572 euro.
Dove i conti sono ok. Toscana Aeroporti (in basso l’articolo di approfondimento) rimane l’unica società a sfornare utili importanti: 418mila euro. Eppure, dopo la privatizzazione, al 31 dicembre 2015 alla Regione ne rimaneva solo il 5,03%. Un utile rilevante che, quindi, arriva nonostante una partecipazione limitata. La società che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze precede l’Agenzia Regione recupero risorse, che ha chiuso il bilancio in positivo per 50.877 euro. L’azienda fiorentina del settore ferroviario Italcertifer (toscana per l’11% e partecipata al 56% dal Gruppo Ferrovie dello Stato), invece, porta in dote 28.905 euro, più di Terme di Chianciano immobiliare (l’unica in attivo del settore con un +27.059) e Firenze Fiera (21.130). Sostanzialmente in pareggio risultano infine le altre partecipate: Banca Popolare Etica (la Regione ne detiene appena lo 0,08%), Alatoscana, Interporto Toscana Centrale, Società esercizio aeroporto della Maremma, Logistica Toscana e Società consortile Energia toscana. Etruria Innovazione e il Consorzio Pisa Ricerche, invece, sono rispettivamente in liquidazione e in procedura fallimentare, poiché la Regione non le ritiene «più strategiche».
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