Il Tirreno

Toscana

Ignora il divieto di avvicinarsi e la aggredisce 

Ignora il divieto di avvicinarsi e la aggredisce 

Montecatini, ai domiciliari perché non accetta di essere lasciato: perseguita la ex e la famiglia

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MONTECATINI. L’aggressione, a Torre del Lago. A fine febbraio, nei pressi dell’abitazione di un’amica. Botte e anche la sottrazione della borsetta. Una rapina, secondo l’accusa. In precedenza, però, c’erano stati i pedinamenti, le molestie, perfino le minacce di morte. Eppure, non sono questi atti che spaventano di più la donna. Indifesa si sente soprattutto di fronte alla persecuzione dei suoi figli. Lui, l’ex, non si limita a perseguitare lei. Se la prende anche con la sua famiglia. E questo è davvero insopportabile.
L’ultimo episodio di violenza, in Toscana, si consuma a Montecatini Terme. La dinamica è simile a quella di tante storie: l’uomo, 56 anni, non si rassegna alla fine della relazione. E, malgrado il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex compagna, continua a perseguitare la donna. Così oggi finisce agli arresti domiciliari. Epilogo (al momento) di una vicenda che vede l’uomo indagato per atti persecutori, rapina, lesioni personali e minacce gravi nei confronti di donna di 47 anni domiciliata nella stessa città.
Secondo quanto ricostruiscono le forze dell’ordine che seguono la vicenda da tempo, l’uomo si sarebbe «reso responsabile di una serie di atti persecutori sempre più gravi». Quando la relazione va in crisi i due si lasciano, anche se non proprio in modo definitivo. Ci sono momenti di riavvicinamento, alternati a separazioni. L’uomo non accetta, però, la situazione. E inizia, quindi, prima con le ingiurie al telefono, poi con i pedinamenti «ossessivi con minacce di morte , culminati alla fine di febbraio con una vera e propria aggressione avvenuta a Torre del Lago». È in quella circostanza - riferiscono i carabinieri - che la donna «riporta varie lesioni e viene rapinata della borsetta».
Il gesto estremo. Quello che non può più essere tollerato. Così, al divieto di avvicinamento segue l’arresto ai domiciliari. Il problema, però, ancora una volta è capire perché è stato facile per l’uomo violare il divieto di avvicinamento alla vittima. «Il fatto - ammette il legale della donna - è che nessuno ha chiesto mai l’attivazione del bracciale elettronico anti-stalker che, in effetti, sarebbe stato il provvedimento ideale, sia a tutela della vittima, sia a tutela dello stesso indagato. L’attivazione del dispositivo elettronico di controllo della posizione, che segnala se un uomo supera la distanza di sicurezza dalla vittima imposta dal giudice, serve a entrambi. Sia alla vittima per sicurezza, sia all’indagato per dimostrare dove si trovi realmente». (il.bo.)

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