Il Tirreno

Toscana

Bini Smaghi: dimenticatevi la “banca degli amici” 

di CRISTIANO MEONI
Bini Smaghi: dimenticatevi la “banca degli amici” 

Si ricandida alla guida di Chiantibanca ma ha una lista che gli rema contro Lui avverte: non si torna al credito “alla leggera”. E conferma l’alleanza con Trento

5 MINUTI DI LETTURA





«Macron? Ah, Macron» sospira Lorenzo Bini Smaghi, 60 anni, che tutti ricordano come il membro italiano del board della Bce ma che qui e ora è solo «il presidente di Chiantibanca» in scadenza. E chissà se in cuor suo il banchiere fiorentino che si è ritirato tra i vigneti di San Casciano in Val di Pesa si sente un po’come il predestinato Presidente della Republique: banchiere, né droite né gauche, l’Europa come unica bandiera. «Di politica non parlo» premette accomodandosi sulla poltrona e sistemandosi la giacca. Insomma, niente domande a trabocchetto su Renzi e sulle primarie Pd («passerò la domenica in famiglia»). «Parlo della banca, che è quello che mi sta appassionando in questi mesi. C’è stato qualche problema ma vediamo un orizzonte». Il 14 maggio all’Obihall di Firenze i 26mila soci di Chiantibanca eleggeranno il nuovo consiglio d’amministrazione. E stavolta le liste sono due. E due le opzioni strategiche, opposte.
Avete presentato la lista per il consiglio d’amministrazione e Bini Smaghi c’è.
«Sì, è una lista autorevole e rappresenta tutte le istanze e i territori. Non eravamo obbligati ad andare al rinnovo del cda. Potevamo reintegrare i consiglieri che si sono dimessi ma abbiamo preferito tirare una riga dopo la rettifica dei 90 milioni di perdite relative a operazioni anche molto vecchie, effettuate ben prima del mio arrivo. È una scelta di responsabilità e di trasparenza».
Si presenta però anche un’altra lista, critica con la sua gestione, ed è la prima volta nella storia di Chiantibanca.
«Non mi spiego il perché, posso pensare che sia un tentativo per tornare indietro negli anni, a un’erogazione alla leggera del credito. Ma Chiantibanca non tornerà la “banca degli amici”».
L’altra lista vorrebbe che Chiantibanca confluisse nel raggruppamento di Iccrea.
«È una sorpresa perché il progetto di adesione a Ccb è stata una decisione che ha riscosso 3852 sì, 2 no e 2 astensioni. È stato approvato anche da chi adesso si è candidato contro di noi: posso tirare fuori i verbali. Mi pare tutto un pretesto».
Dicono inoltre che Chiantibanca finirebbe per essere fagocitata da Trento, dieci volte più grande, dove si sposterebbe la testa pensante.
«Se confluissimo in Iccrea verremmo ancora più diluiti, perché Ccb ha 100 adesioni ma Iccrea ne ha 200. Se il progetto sarà approvato, Chiantibanca diventerà la prima banca toscana del settimo gruppo bancario italiano. Con l’adesione ad Iccrea vi sarebbero sovrapposizioni di filiali in tutta la Toscana».
Ha qualche esempio?
«Basta guardare Google Maps. A Pistoia la nostra filiale di via Galvani è a 200 metri dalla filiale della Bcc di Vignole e Montagna Pistoiese. Ancora a Pistoia, 450 metri separano la nostra sede di Largo Treviso e quella della Bcc di San Pietro in Vincio. A Livorno lo sportello Chiantibanca è a 50 metri da quello della Bcc di Cascina e Pescia. E potrei continuare. Immaginiamo le ripercussioni occupazionali».
Chiusure di sportelli fotocopia ed esuberi di personale. Ma questa dovrebbe essere la preoccupazione di un sindacalista, non di un banchiere. Per lei non è buona cosa che si abbattano i costi tagliando la rete?
«Niente affatto. Noi abbiamo servizi diversi dalle altre Bcc e, pensiamo, più evoluti. Le banche non sono tutte uguali. Posso citare qualche dato. Il nostro valore intermediato per cliente è di 111 euro contro i 78 della media delle Bcc toscane. Nel 2016 abbiamo erogato l’83% del nuovo credito di tutto il sistema delle Bcc toscane. Abbiamo un modello di efficienza mutuato da Trento che ci accomuna alle migliori banche. E poi restando autonomi dalle altre Bcc toscane potremmo espanderci nella regione. Abbiamo aperto Arezzo e San Giuliano Terme, in autunno apriremo Livorno».
Nei territori di Prato e Pistoia risiedono 9.000 dei vostri 26mila soci: anche dopo la crisi delle Casse di Risparmio le locali Bcc si erano candidate a banche di riferimento del territorio. Poi la storia è andata diversamente.
«Ma adesso non abbiamo alternative, o operiamo con efficienza o non operiamo affatto».
Il capitalismo di relazione, male toscano almeno quanto italiano. Da Siena ad Arezzo la colpa dei fidi facili viene data spesso all’intromissione della politica. Nei consigli di amministrazione che li hanno deliberati c’erano però banchieri, avvocati, commercialisti…
«La questione dell’etica riguarda tutti. Forse non c’è stata consapevolezza delle regole europee che attribuiscono ai soci le responsabilità delle scelte. E in una banca cooperativa la questione è più delicata, perché mentre le società quotate hanno molteplici occasioni di controllo, nelle Bcc il socio può fare le proprie valutazioni solo sulla base dei bilanci approvati dai cda. La politica ha altre colpe, ma non quelle sui bilanci».
In Francia al primo turno elettorale abbiamo avuto quattro candidati intorno al 20% ma grazie al ballottaggio la sera del 7 maggio avremo un presidente. In Italia un quadro altrettanto frammentato rischia di portarci a una stagione di ingovernabilità.
«L’incertezza istituzionale è uno dei problemi dell’Italia. In tutta Europa il disagio che pure esiste negli elettorati produce comunque una stabilità mentre da noi assistiamo a partiti tradizionali che rincorrono i populisti».
Avrebbe votato Macron in Francia? Un banchiere come lei, un centrista…
«Diciamo che, se potessi, lo voterei al secondo turno. Mi chiede se avremmo bisogno qui di un Macron? Sì, certo, di un politico che abbia una visione del Paese per qualcosa e non contro».
Bini Smaghi, lei ha scritto un libro, che uscirà il 4 maggio per il Mulino. Si intitola “La tentazione di andarsene”. Mica allude a Chiantibanca, o all’Italia?
«Ma no! – ride inforcando gli occhiali – Legga il sottotitolo e tutto sarà chiaro: “Fuori dall’Europa quale futuro per l’Italia”». Un mantra, da Francoforte a San Casciano in Val di Pesa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web