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Ciclista morto al Gabbro, il procuratore: «Chi ha la bicicletta sparita si faccia avanti»
Livorno, Ettore SQuillace Greco sull'inchiesta: «Non abbiamo certezze, contiamo nel senso civico delle persone»
LIVORNO . Ammette che «non ci sono certezze», ma che al tempo stesso «è doveroso stabilire se la morte di Stefano Perrone sia stato un incidente e come si sia verificato». Poi il procuratore capo di Livorno Ettore Squillace Greco si rivolge direttamente alla persona in possesso della bicicletta della vittima: «È possibile — spiega — che qualcuno se ne sia appropriato senza rendersi conto dell’importanza che essa ha ora nell’inchiesta. Speriamo — aggiunge — che qualcuno si faccia vanti al più presto».
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Che l’indagine sulla morte dell’infermiere di 32 anni trovato domenica scorsa in un burrone sia delicatissima, si capisce da come il procuratore pesi le parole nel giorno in cui la pubblico ministero Fiorenza Marrara ha affidato l’incarico al medico legale per eseguire l’autopsia sul corpo della vittima. «Stiamo cercando di ricostruire con la massima precisione possibile l’accaduto, le indicazioni che verranno dall’autopsia potranno essere importanti. Altra circostanza sulla quale stiamo lavorando è la sparizione della bicicletta».
Ma non solo. «Allo stesso tempo – conclude Squillace Greco – è possibile che ci sia qualcun altro che sia a conoscenza di dettagli che per noi potrebbero essere importanti. Anche in questo caso speriamo in uno spirito civico di collaborazione».
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