Il Tirreno

Toscana

IL DELITTO DI LUCIGNANO 

Uccise il padre a febbraio, è fuori 

Uccise il padre a febbraio, è fuori 

Il gip affida il 18enne a una comunità, il pm chiede che torni in carcere

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PRATO. Lo scorso 26 febbraio ha ucciso il padre con un colpo di fucile a Lucignano, in provincia di Arezzo. Per il pubblico ministero Laura Taddei il 18enne Giacomo Ciriello, che ha puntato e fatto fuoco con un’arma da caccia contro il padre 51enne Raffaele, deve tornare in carcere.
Il trasferimento in comunità, deciso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Arezzo Annamaria Loprete, non piace al sostituto procuratore che ha fatto appello contro il provvedimento eseguito prima di Pasqua, che ha trasferito il ragazzo in una comunità terapeutica di Prato, lontano da Arezzo.
Secondo il gip, la giovane età e l’instabilità del ragazzo non si conciliano con il regime carcerario ed è opportuna una terapia come quella a cui viene sottoposto in comunità. Non la pensa così, però, il pm Taddei, che conduce le indagini e che ritiene che sia invece necessario un ritorno dell’adolescente nel penitenziario di San Benedetto, ad Arezzo. Adesso sarà il tribunale del riesame di Firenze a decidere sulle sorti del giovanissimo parricida, mettendo fine a una serie di divergenze sorte tra pm e gip e maturate in tema di aggravanti.

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