Il Tirreno

Toscana

«Si rilassi: mi deve far dire la proposta»

La telefonata inizia come da copione. «Buongiorno parla la signora.....». Ma non prosegue come da copione. «Buongiorno. Vorrei sapere chi le ha dato il mio contatto».Un attimo di silenzio. Poi l’inter...

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La telefonata inizia come da copione. «Buongiorno parla la signora.....». Ma non prosegue come da copione. «Buongiorno. Vorrei sapere chi le ha dato il mio contatto».
Un attimo di silenzio. Poi l’interlocutore prosegue, come se non avesse sentito. «Buongiorno è la signora ...? Sono un agente di Forex, avrà sentito parlare di questa piattoforma vero?».
Non lo lascio neppure finire. «Vorrei sapere con chi parlo, scusi». «Ma come con chi parla? Glielo ho appena detto: sono un addetto di Forex» ( una piattaforma per operazioni finanziarie e di cambio valuta on line). «No, non ha capito lei. Voglio sapere come si chiama, da dove mi chiama e come ha avuto il mio contatto, visto che mi sta chiamando su un cellulare privato».
Altra piccola pausa: «Che c’entra come mi chiamo?». «C’entra. È obbligato a dirmelo, per la legge italiana». «Ma io chiamo dal Lussemburgo». «Peccato che io sia cittadina italiana. E anche il mio cellulare. Idem il mio contratto telefonico». Non demorde: «Ma insomma, che c’entra. Eppoi lei si deve rilassare. Mi deve far parlare: mi deve far illustrare la mia proposta senza tanti problemi». A quel punto, la punta di tranquillità è scomparsa: «Io non devo proprio nulla. Anzi, una cosa la devo fare: denunciarvi al Garante della Privacy». Ovviamente la linea cade. La voglia di parlare è passata all’operatore del call center. Non prima di aver sparato l’ultima bugia: «Ho il suo contatto perché lei ha cliccato un nostro banner, una nostra pubblicità sul web». Mai fatto. Ma anche questo a Forex e al suo call center non interessa.

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