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Mps, gli esuberi potrebbero essere 5.000 

Mps, gli esuberi potrebbero essere 5.000 

L’ad Morelli non svela il piano di ristrutturazione: «Facciamo scuola per le banche venete e quelle europee»

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SIENA. Chi si attendeva indicazioni certe sul nuovo piano di ristrutturazione di Banca Mps all'assemblea dei soci, o a margine di questa, è rimasto deluso. Le uniche certezze sono che l'aumento di capitale sarà di 8,8 miliardi e che il piano sarà «diverso da quello di ottobre» soprattutto per quanto riguarda la vendita dei crediti deteriorati. L'ad Marco Morelli svicola sulle domande “pressanti” dei soci chiamati all'approvazione del bilancio 2016, perché «non siamo noi che dettiamo i tempi, e la banca lo deve negoziare e concordare con la direzione centrale della Commissione europea e con la Bce».
Di certo la banca cercherà un accordo che salvaguardi il suo cammino futuro, «il bilancio e gli interessi di tutti», ha aggiunto l'ad, ma è vero che «stiamo facendo da apripista, con tutto ciò che comporta: stiamo facendo scuola per le banche venete e per quelle europee», ha aggiunto il presidente Alessandro Falciai ricordando la trattativa con la Commissione. Quasi 8 ore di assemblea non sono bastate agli azionisti presenti in numero sufficiente solo per la parte ordinaria, ad avere risposte certe sul futuro, anche se Falciai e l'ad hanno assicurato di avere indicazioni positive dai primi tre mesi del 2017. Sottolinea Morelli: «Abbiamo bisogno si spengano le luci intorno a Mps perché la banca possa davvero essere valutata da un punto di vista commerciale».
Saltata l'assemblea straordinaria per il mancato quorum, saltato il voto sulla prevista riduzione del capitale sociale a copertura della perdita registrata al 31 dicembre 2016, il bilancio si è chiuso con un rosso di 3,723 miliardi. Una cosa che comunque non preoccupa il management: verrà riconvocata una nuova assemblea ma prima potrebbe esserci l'ingresso del Tesoro, se l'accordo sul piano avrà il via libera dell'Europa.
Respinta dall'ad invece l'ipotesi, circolata negli ultimi tempi, di un delisting del titolo sospeso dal 23 dicembre scorso, anche se non ci sono tempi certi per la riammissione in Borsa. Il nuovo piano dovrà comunque agire sui costi e, anche se l'ad ha ringraziato per "l'attenzione" ma non ha risposto alle domande, circola l'ipotesi che davvero gli esuberi possano raggiungere cifre ben più alte di quelle previste a ottobre: erano 2.600 ora si parla di 5.000.
In sala molti piccoli azionisti hanno puntato il dito, e non è la prima volta, sui precedenti amministratori ma una mozione proposta per avviare un'azione di responsabilità contro l'ex presidente Massimo Tononi e l'ex ad Fabrizio Viola, è stata respinta con oltre il 98% dei voti.

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