Finanza
L’imprenditore: «Ce lo chiedono i clienti»
Parla Paolo Degli Innocenti, titolare di tre negozi Conad a Grosseto. «A Pasquetta si lavora al massimo»
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GROSSETO. «Noi a Pasquetta lavoriamo tantissimo, molto più che in un giorno normale. Abbiamo deciso di rimanere aperti proprio perché ce lo chiedono i clienti. A Pasqua, invece, nonostante le richieste è giusto restare chiusi e che i dipendenti si godano un giorno di relax con le loro famiglie».
Paolo Degli Innocenti, socio di Conad del Tirreno, è a capo di tre punti vendita della margherita, tutti a Grosseto: in via Aurelia Antica, via Clodia e via Senegal. E nel Lunedì dell’Angelo, come molti dei suoi colleghi, farà addirittura l’orario continuato. «È così da quando il governo ha liberalizzato le aperture – continua Degli Innocenti – ma, nonostante ciò, a Pasqua, Natale e Capodanno nessuno dei miei collaboratori lavorerà. Sono giorni sacri».
Dove domina il turismo, ormai da tempo, è anche caduta anche ogni festività. All’Elba, ad esempio. A spiegarlo è l’imprenditore portoferraiese Tiziano Nocentini, che sull’isola ha aperto quasi tutte le Conad. «Sono giorni di massima affluenza – spiega il manager elbano – e come sempre sono i primi della stagione turistica, che sembra partire con il piede giusto. Di solito, almeno sull’isola, riusciamo a doppiare gli incassi di un normale sabato di inverno. Restare chiusi non avrebbe alcun senso, senza considerare che causeremmo un enorme danno d’immagine al nostro territorio, visto che i turisti si aspettano di trovare tutto aperto e di avere a disposizione ogni tipo di servizio». Nocentini, fra l’altro, proprio per riuscire a servire l’alto numero di vacanzieri ha iniziato ad assumere i primi dipendenti stagionali. Alcuni, fra gli scaffali della grande distribuzione, sono arrivati esattamente in questi giorni.
Chi invece va controcorrente, chiudendo sia a Pasqua che a Pasquetta, è Unicoop Firenze. La cooperativa toscana – oltre un milione e 200mila soci e 104 punti vendita fra le province di Arezzo, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena – non aprirà né lunedì, né tantomeno domenica. La decisione, ormai qualcosa di inedito, è frutto di un accordo raggiunto da tempo con i sindacati. «Pasqua e Pasquetta per noi hanno un valore simbolico – spiega Claudio Vanni, il responsabile della comunicazione di Unicoop Firenze – ed è giusto che i nostri dipendenti trascorrano le due festività con le loro famiglie, come a Natale e in occasione del 25 Aprile e del Primo maggio».
Poco importa se la concorrenza, per convenienza, anche quest’anno abbia deciso di restare aperta. «È una scelta – continua Vanni – dalla quale non si torna indietro. Non si può vedere tutto dalla sola prospettiva economica: è qualcosa che non ci appartiene. La tradizione e l’identità di una nazione, vedendolo sia dal punto di vista laico che da quello religioso, devono battere l’aspetto finanziario».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Paolo Degli Innocenti, socio di Conad del Tirreno, è a capo di tre punti vendita della margherita, tutti a Grosseto: in via Aurelia Antica, via Clodia e via Senegal. E nel Lunedì dell’Angelo, come molti dei suoi colleghi, farà addirittura l’orario continuato. «È così da quando il governo ha liberalizzato le aperture – continua Degli Innocenti – ma, nonostante ciò, a Pasqua, Natale e Capodanno nessuno dei miei collaboratori lavorerà. Sono giorni sacri».
Dove domina il turismo, ormai da tempo, è anche caduta anche ogni festività. All’Elba, ad esempio. A spiegarlo è l’imprenditore portoferraiese Tiziano Nocentini, che sull’isola ha aperto quasi tutte le Conad. «Sono giorni di massima affluenza – spiega il manager elbano – e come sempre sono i primi della stagione turistica, che sembra partire con il piede giusto. Di solito, almeno sull’isola, riusciamo a doppiare gli incassi di un normale sabato di inverno. Restare chiusi non avrebbe alcun senso, senza considerare che causeremmo un enorme danno d’immagine al nostro territorio, visto che i turisti si aspettano di trovare tutto aperto e di avere a disposizione ogni tipo di servizio». Nocentini, fra l’altro, proprio per riuscire a servire l’alto numero di vacanzieri ha iniziato ad assumere i primi dipendenti stagionali. Alcuni, fra gli scaffali della grande distribuzione, sono arrivati esattamente in questi giorni.
Chi invece va controcorrente, chiudendo sia a Pasqua che a Pasquetta, è Unicoop Firenze. La cooperativa toscana – oltre un milione e 200mila soci e 104 punti vendita fra le province di Arezzo, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena – non aprirà né lunedì, né tantomeno domenica. La decisione, ormai qualcosa di inedito, è frutto di un accordo raggiunto da tempo con i sindacati. «Pasqua e Pasquetta per noi hanno un valore simbolico – spiega Claudio Vanni, il responsabile della comunicazione di Unicoop Firenze – ed è giusto che i nostri dipendenti trascorrano le due festività con le loro famiglie, come a Natale e in occasione del 25 Aprile e del Primo maggio».
Poco importa se la concorrenza, per convenienza, anche quest’anno abbia deciso di restare aperta. «È una scelta – continua Vanni – dalla quale non si torna indietro. Non si può vedere tutto dalla sola prospettiva economica: è qualcosa che non ci appartiene. La tradizione e l’identità di una nazione, vedendolo sia dal punto di vista laico che da quello religioso, devono battere l’aspetto finanziario».
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