Attenzione
Apri a Pasqua? Sciopero e “scomunica”
di Stefano Taglione
I sindacati e l’arcivescovo di Pisa contro la grande distribuzione che non rispetta le feste
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LIVORNO. I sindacati confederali, anche quest’anno, hanno proclamato due giorni di sciopero. E con loro è d’accordo pure l’arcivescovo: monsignor Giovanni Paolo Benotto di Pisa. Grazie alla liberalizzazione degli orari del commercio voluta e introdotta dall’ex premier Mario Monti, restare aperti a Pasqua e Pasquetta per i negozi della grande distribuzione organizzata non è più un tabù, tanto che ormai nel Lunedì dell’Angelo la maggior parte dei supermercati non chiude affatto.
Pasquetta lavorativa. In Toscana, oltre al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio, solo Unicoop Firenze mantiene le antiche tradizioni, regalando due giorni di riposo a tutti i dipendenti. E gli altri a Pasquetta aprono in massa: è il caso di Carrefour, Conad, Eurospin, Pam Panorama e Simply Market, mentre Unicoop Tirreno terrà aperti solo 13 supermercati sulla costa e all’isola d’Elba (fra cui il nuovo Iper Maremà di Grosseto) ed Esselunga rilancia con 19 centri commerciali, da Marlia a Pisa, passando per Lido di Camaiore, Viareggio e Porcari, più o meno gli stessi dello scorso anno, quando Pasqua cadde bassa, il 27 marzo. Entrando più nel dettaglio, su 104 discount Simply, nel Lunedì dell’Angelo ne resteranno operativi 50. «Più dello scorso anno – spiegano dalla direzione toscana della società – perché sono i nostri clienti a richiederlo». Fra i Pam Panorama, invece, l’unico a rimanere chiuso in tutta la regione è a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, mentre un secondo – a Livorno, in via Capponi – osserverà l’orario ridotto, dalle 9 alle 14. Lidl – da noi contattata – attraverso l’ufficio stampa non ha fornito nessuna lista di aperture straordinarie.
Chi apre a Pasqua. Se Pasquetta per molte insegne è una giornata lavorativa a tutti gli effetti, per il momento Pasqua rimane quasi sacra. Non all’Elba, dove in previsione dell’invasione turistica resteranno chiusi solo i punti vendita di Unicoop Tirreno. Conad, Eurospin e Simply Market hanno scelto di inseguire i clienti, restando aperti sia domenica che lunedì. La cooperativa della margherita, per altro, aprirà anche a Piombino, San Vincenzo, Venturina, nel centro di Firenze e in piazza del Campo, a Siena, con il marchio Sapori&Dintorni. Anche Simply, oltre all’aeroporto di Marina di Campo, resterà aperta nel capoluogo toscano. Pam Panorama, invece, a Pasqua chiude tutto, tranne il negozio di Firenze Francavilla e un altro a Barberino del Mugello.
Lo sciopero dei sindacati. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana, come l’anno scorso, hanno proclamato due giorni di sciopero. «La completa liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive, con il passare degli anni – scrivono in una nota le sigle del commercio – si è rivelata negativa, non ha portato a nessun aumento dell’occupazione e dei consumi, come dimostrano le procedure di licenziamento fatte dalle aziende della grande distribuzione che hanno scelto il sempre aperto 24 ore su 24». La richiesta dei rappresentanti di categoria è «un modello sostenibile del commercio, per città più vivibili, all’insegna della cultura e non del solo consumo, per una maggiore contrattazione in difesa dei più deboli e per la difesa dei valori civili e religiosi che queste festività rappresentano». Grazie alle due giornate di sciopero, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana daranno la possibilità ai dipendenti dei supermercati e agli operatori del commercio di non recarsi al lavoro né a Pasqua, né a Pasquetta.
La lettera dell’arcivescovo. Contro gli imprenditori della grande distribuzione (e non solo) si è scagliato anche l’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto. In una lettera rivolta ai fedeli, il religioso ha augurato che «accanto ai “segni sacri della liturgia” si pongano necessariamente anche i “segni sacri della vita”», spiegando che «Pasqua sarà vera e completa quando tutti questi segni avranno piena cittadinanza non solo nella vita personale di ciascuno, ma anche nella vita dell’intera comunità credente». Secondo Benotto, di fronte ad episodi come «l’apertura indiscriminata anche a Pasqua di negozi e supermercati, o il gioco del calcio, o altre attività non indispensabili per assicurare il bene comune», c’è bisogno che «i cristiani esprimano con forza ed entusiasmo le loro ricchezze spirituali attraverso i “segni sacri della vita”», afferma. E citando il Concilio Vaticano II invita «a fare di tutto per il rispetto della dignità della vita e di ogni vita; nella promozione della dignità di un lavoro per tutti; nella difesa della persona, della famiglia e del bene comune, dall’arbitrio e dalla prepotenza di una politica che diventa sempre più autoreferenziale e che in nome di un libertarismo egoista sta frantumando in una specie di delirio autolesionista anche quei valori che la nostra Costituzione ha posto a fondamento della vita sociale». L’arcivescovo, insomma, anche se non ama il calcio, ai sindacati ha fatto un bell’assist.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Pasquetta lavorativa. In Toscana, oltre al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio, solo Unicoop Firenze mantiene le antiche tradizioni, regalando due giorni di riposo a tutti i dipendenti. E gli altri a Pasquetta aprono in massa: è il caso di Carrefour, Conad, Eurospin, Pam Panorama e Simply Market, mentre Unicoop Tirreno terrà aperti solo 13 supermercati sulla costa e all’isola d’Elba (fra cui il nuovo Iper Maremà di Grosseto) ed Esselunga rilancia con 19 centri commerciali, da Marlia a Pisa, passando per Lido di Camaiore, Viareggio e Porcari, più o meno gli stessi dello scorso anno, quando Pasqua cadde bassa, il 27 marzo. Entrando più nel dettaglio, su 104 discount Simply, nel Lunedì dell’Angelo ne resteranno operativi 50. «Più dello scorso anno – spiegano dalla direzione toscana della società – perché sono i nostri clienti a richiederlo». Fra i Pam Panorama, invece, l’unico a rimanere chiuso in tutta la regione è a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, mentre un secondo – a Livorno, in via Capponi – osserverà l’orario ridotto, dalle 9 alle 14. Lidl – da noi contattata – attraverso l’ufficio stampa non ha fornito nessuna lista di aperture straordinarie.
Chi apre a Pasqua. Se Pasquetta per molte insegne è una giornata lavorativa a tutti gli effetti, per il momento Pasqua rimane quasi sacra. Non all’Elba, dove in previsione dell’invasione turistica resteranno chiusi solo i punti vendita di Unicoop Tirreno. Conad, Eurospin e Simply Market hanno scelto di inseguire i clienti, restando aperti sia domenica che lunedì. La cooperativa della margherita, per altro, aprirà anche a Piombino, San Vincenzo, Venturina, nel centro di Firenze e in piazza del Campo, a Siena, con il marchio Sapori&Dintorni. Anche Simply, oltre all’aeroporto di Marina di Campo, resterà aperta nel capoluogo toscano. Pam Panorama, invece, a Pasqua chiude tutto, tranne il negozio di Firenze Francavilla e un altro a Barberino del Mugello.
Lo sciopero dei sindacati. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana, come l’anno scorso, hanno proclamato due giorni di sciopero. «La completa liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive, con il passare degli anni – scrivono in una nota le sigle del commercio – si è rivelata negativa, non ha portato a nessun aumento dell’occupazione e dei consumi, come dimostrano le procedure di licenziamento fatte dalle aziende della grande distribuzione che hanno scelto il sempre aperto 24 ore su 24». La richiesta dei rappresentanti di categoria è «un modello sostenibile del commercio, per città più vivibili, all’insegna della cultura e non del solo consumo, per una maggiore contrattazione in difesa dei più deboli e per la difesa dei valori civili e religiosi che queste festività rappresentano». Grazie alle due giornate di sciopero, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana daranno la possibilità ai dipendenti dei supermercati e agli operatori del commercio di non recarsi al lavoro né a Pasqua, né a Pasquetta.
La lettera dell’arcivescovo. Contro gli imprenditori della grande distribuzione (e non solo) si è scagliato anche l’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto. In una lettera rivolta ai fedeli, il religioso ha augurato che «accanto ai “segni sacri della liturgia” si pongano necessariamente anche i “segni sacri della vita”», spiegando che «Pasqua sarà vera e completa quando tutti questi segni avranno piena cittadinanza non solo nella vita personale di ciascuno, ma anche nella vita dell’intera comunità credente». Secondo Benotto, di fronte ad episodi come «l’apertura indiscriminata anche a Pasqua di negozi e supermercati, o il gioco del calcio, o altre attività non indispensabili per assicurare il bene comune», c’è bisogno che «i cristiani esprimano con forza ed entusiasmo le loro ricchezze spirituali attraverso i “segni sacri della vita”», afferma. E citando il Concilio Vaticano II invita «a fare di tutto per il rispetto della dignità della vita e di ogni vita; nella promozione della dignità di un lavoro per tutti; nella difesa della persona, della famiglia e del bene comune, dall’arbitrio e dalla prepotenza di una politica che diventa sempre più autoreferenziale e che in nome di un libertarismo egoista sta frantumando in una specie di delirio autolesionista anche quei valori che la nostra Costituzione ha posto a fondamento della vita sociale». L’arcivescovo, insomma, anche se non ama il calcio, ai sindacati ha fatto un bell’assist.
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