Attenzione
il sindaco di forte
«Qui si mangia ma “solo” le arselle»
Fece un piano delle funzioni del centro storico del suo Comune meglio conosciuto col nome di “no al kebab”. Ma il divieto riguardava anche altro, si diceva basta alle slot machine e perfino alle...
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Fece un piano delle funzioni del centro storico del suo Comune meglio conosciuto col nome di “no al kebab”. Ma il divieto riguardava anche altro, si diceva basta alle slot machine e perfino alle banche nel centro del paese. Siamo a Forte dei Marmi e il sindaco Umberto Buratti fu un antesignano. Era infatti il 2010 e con la sua guerra per mantenere l’identità di Forte dei Marmi ha vinto anche un contenzioso al Consiglio di Stato. «Fui massacrato - racconta - mi chiamarono giornalisti anche della Corea. Uno spagnolo mi chiese: “Quindi da lei non posso mangiare la paella?”. Venga e mangi gli spaghetti con le arselle e le acciughe fritte: vedrà come torna a casa contento».
«La storia e la bellezza di un luogo non passa solo dai monumenti e dalle piazze - aggiunge il sindaco - ma anche da cosa mangi e dai negozi che vedi. Chi viene al Forte deve trovare i Caffè della sua storia (ed è giusto mantenerli) altrimenti avremo tanti non luoghi come gli aeroporti o i centri commerciali. I luoghi veri sono quelli che parlano della nostra storia: sono il combinato disposto di tutte le nostre cose che fanno un centro storico vissuto e bello». (i.r.)
«La storia e la bellezza di un luogo non passa solo dai monumenti e dalle piazze - aggiunge il sindaco - ma anche da cosa mangi e dai negozi che vedi. Chi viene al Forte deve trovare i Caffè della sua storia (ed è giusto mantenerli) altrimenti avremo tanti non luoghi come gli aeroporti o i centri commerciali. I luoghi veri sono quelli che parlano della nostra storia: sono il combinato disposto di tutte le nostre cose che fanno un centro storico vissuto e bello». (i.r.)
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