Il Tirreno

Toscana

Davide, malato di Sla, in Svizzera per morire: "Questa non è più vita, è una condanna"

Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni)
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Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni)

Faceva il barista, a 27 anni i primi segni della malattia. Chiederà l'eutanasia, lo accompagna Mina Welby dell'associazione Luca Coscioni

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ROMA. Un malato di Sclerosi laterale amiotrofica, Davide, toscano di 53 anni, sta arrivando in Svizzera accompagnato da Mina Welby, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, per ottenere l'eutanasia in una clinica come hanno già fatto alcuni italiani e fra questi anche Dj Fabo.  Lo rende noto Marco Cappato tesoriere della stessa associazione attraverso le sue pagine social.

Davide, l'uomo che è giunto in Svizzera oggi mercoledì 12 aprile per ottenere l'eutanasia accompagnato da Mina Welby, ha 53 anni e vive in Toscana, ha deciso di morire perché non vuole più vivere "con il dolore addosso tutto il giorno'' e perché ritiene che la sua ''non sia più una vita da vivere ma una condanna da scontare''.

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A fine 2016 ha preso la decisione di ricorrere all'eutanasia, che definisce "una liberazione, un sogno, una vacanza". ''La madre lo capisce, una donna di 73 anni con molti problemi di salute, soffre ma lo capisce'' fa sapere sempre l'associazione che lo sostiene in questa sua scelta.

Nel 1993 Davide aveva 27 anni e faceva il barista, a un certo punto ha iniziato a non sentire più un lato del corpo, spiegano ancora dall'associazione. Erano i primi sintomi della Sla. ''Col passare degli anni la malattia è diventata sempre più insopportabile e crudele. Da mesi non riesce più a far nulla, compreso mangiare e dormire. Passa le giornate a letto o in sedia a rotelle, con uno stimolo costante di andare in bagno. ''Assume farmaci molto forti contro il dolore, più di quindici al giorno, compreso il metadone che ha importanti effetti collaterali - anche se ormai non sono più efficaci. Solo la cannabis terapeutica, fornita dalla Regione Toscana, gli dà sollievo''.

 

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