Il Tirreno

Toscana

Il caos Fi-Pi-Li: la trappola di Scandicci

Stefano Taglione
Il caos Fi-Pi-Li: la trappola di Scandicci

Il nostro viaggio lungo la superstrada. Come si forma il tappo che ogni giorno mette in fila per chilometri migliaia di automobilisti e pendolari dell'hinterland al bivio per l'A1

5 MINUTI DI LETTURA





Può una corsia di 300 metri provocare una coda di almeno sei chilometri? Sì, sulla Fi-Pi-Li succede ogni mattina. Dalle 7,30 alle 9. Il tappo di Scandicci ha l’orario di un programma radiofonico e per gli automobilisti diretti a Firenze è una costante. Una costante che alle volte diventa un incubo. Basta un tamponamento e la fila di pendolari fiorentini, empolesi, pisani e livornesi si allunga a dismisura, fino all’uscita di Ginestra Fiorentina.
Mercoledì mattina, la Fi-Pi-Li, l’abbiamo imboccata anche noi giornalisti del Tirreno. Ore 7,30, ingresso di Pisa Aeroporto. Traffico intenso, ma scorrevole.

Tutto tranquillo fino a Montelupo, quando il profetico tabellone che domina la carreggiata avverte di “Code a tratti fra Ginestra Fiorentina e il bivio A1 Milano-Napoli”. Sono le 8 e 16 minuti e per fare quei 12 chilometri ci vorrà oltre mezz’ora. Il problema, per la verità, non è la strada in sé, ma la corsia di 300 metri utilizzata dagli abitanti di Scandicci e dintorni per prendere l’autostrada.

«È proprio così – conferma l’ingegner Michele Rosi, 44 anni, responsabile della Fi-Pi-Li per la Città metropolitana di Firenze, l’ente che la gestisce – visto che la rampa di collegamento con l’A1, nelle ore di punta, non smaltisce bene il traffico. Per togliere il tappo di Scandicci non bisogna né allargare la carreggiata, né creare le corsie d’emergenza, che comunque servirebbero. Basterebbe creare una strada alternativa per chi da Scandicci deve prendere la Milano-Napoli: oggi è costretto a percorrere la Fi-Pi-Li per 300 metri, di fatto ostruendo lo svincolo e provocando, suo malgrado, code per chilometri».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.15164154:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2017/04/08/news/le-multe-sono-il-doppio-delle-spese-di-gestione-1.15164154]]

Sì, è così: chi vuole prendere l’A1 per Bologna o Roma, oppure semplicemente per arrivare a Firenze Sud, partendo da questo spicchio di hinterland è costretto a percorrere la strada di grande comunicazione per poche centinaia di metri, senza mai spostarsi dalla corsia di destra, la terza in quel tratto di arteria. Un fiume ininterrotto di auto che la mattina presto rende difficile, per chi arriva dalla costa, abbandonare la Fi-Pi-Li per arrivare al casello di Scandicci. Provocando lunghe code, in entrambe le corsie, che in caso di incidente possono raggiungere e anche superare Ginestra Fiorentina, 12 chilometri più indietro. E non a caso, mercoledì mattina, superato il temibile svincolo autostradale il traffico si è improvvisamente dissolto, spalancandoci le porte di Firenze.

Un problema che, in piccolo, riguarda anche l’altra parte della “superstrada” toscana. E sempre alla stessa ora. È per uscire a Pisa nord est, infatti, che ogni mattina si formano code di almeno due chilometri, quattro in caso di incidenti. Con la causa che rimane la stessa: la viabilità esterna – nella fattispecie il Ponte delle Bocchette – che non riceve. «Per agevolare lo scorrimento delle auto – propone Rosi – bisognerebbe dare sempre la precedenza a chi esce dalla Fi-Pi-Li. Ma questo dipende dai Comuni, non da noi. Identica situazione – continua l’ingegnere della Città metropolitana – si ha sul Ponte all’Indiano, nel capoluogo: un semaforo e la rotatoria per Ponte a Greve provocano rallentamenti che poi, inevitabilmente, si ripercuotono sulla Firenze-Pisa-Livorno».

A sorvegliare sulle code e su tutto il resto – segnalando i pericoli agli automobilisti tramite i pannelli informativi e con un’app per i smartphone – ci sono gli uomini e le donne della sala radio di Empoli, gestita da Avr, una società romana con decine di sedi in Italia e all’estero, che nel 2013 ha vinto l’appalto da otto milioni di euro l’anno per la gestione completa (il cosiddetto “Global service”) della strada di grande comunicazione toscana. Lungo l’arteria, infatti, ci sono 26 telecamere ad alta definizione presidiate 24 ore su 24, che registrano tutto e consentono di riconoscere le targhe fino a 400 metri di distanza. Il direttore della sala operativa, che è anche responsabile dell’intero global service, è il fiorentino Leonardo Graziani, 37 anni.

«La nostra attività di sorveglianza – spiega Graziani – non ha pari in Italia, almeno sulle strade senza pedaggio. Abbiamo tre squadre di viabilità in servizio dalle 6 alle 22 e una durante le ore notturne. Solo per questo la Città metropolitana ci versa un milione e mezzo di euro ogni anno: con questi soldi, solo di personale, diamo lavoro a 14 dipendenti».

Del resto, lungo la Fi-Pi-Li, scorrono ogni giorno 250mila veicoli. «In passato ho lavorato sull’autostrada Roma-Teramo – racconta Graziani – e lì il traffico è assai ridotto: ci si può quasi giocare a pallone», scherza il professionista della viabilità. È proprio grazie alle videocamere di sicurezza dell’arteria che lo scorso 22 marzo, fra le uscite di Empoli ed Empoli est, la polizia stradale ha beccato in flagrante i gestori di un autolavaggio mentre si liberavano di 13 secchi di liquami nascosti in un furgone. Si trovavano in una piazzola di sosta, sopra una scarpata. «I miei colleghi hanno zoomato in quel punto – racconta Graziani – e sono riusciti subito a capire che cosa stava accadendo. Così abbiamo avvertito la polizia stradale, con la quale lavoriamo in grande sinergia».

Le piazzole di sosta, fra l’altro, in tutta la Firenze-Pisa-Livorno sono le uniche zone dove le auto possono parcheggiare in sicurezza. La corsia di emergenza, infatti, non esiste. È per questo motivo che, a differenza della superstrada tirrenica, il limite di velocità è di 90 anziché 110 chilometri orari. Una mancanza che può creare situazioni pericolose: come mercoledì pomeriggio, vicino all’uscita di Lastra a Signa in direzione mare, quando poco dopo le 16 un camionista con una gomma forata, per cambiarla, si è inginocchiato all’interno della corsia di marcia. Inevitabile, visto che la Fi-Pi-Li negli anni Sessanta fu progettata così, solo per agevolare chi buca le gomme nei pressi di una piazzola di sosta.

E meno male che quest’inconveniente non è accaduto alle 8 di mattina nella direzione opposta, nel bel mezzo del famigerato tappo di Scandicci. Dove basta un tamponamento, un’auto in panne o peggio ancora un camion fermo, per creare code chilometriche fino a Ginestra Fiorentina e allontanare ancor di più Firenze dalla costa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web