Il Tirreno

Toscana

Ricatto sessuale, via il capo dei vigili 

di Luca Tronchetti
Ricatto sessuale, via il capo dei vigili 

Una donna lo accusa, la Procura ne chiede il rinvio a giudizio, il Comune lo caccia

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LUCCA. La resa arriva nel primo pomeriggio. Il sindaco Tambellini revoca l’incarico di comandante della polizia municipale a Stefano Carmignani, 53 anni, di Montecarlo, da 13 mesi al centro di inchieste per reati contro la pubblica amministrazione e attualmente affidato al programma di messa alla prova alla Misericordia di Lucca. Carmignani è stato dal 2000 al 2010 comandante dei vigili a Rosignano.
Il procuratore Pietro Suchan e il sostituto Piero Alessandro Capizzoto hanno chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Carmignani per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità introdotto nel novembre del 2012 che sostituisce l’originaria ipotesi di concussione per induzione. Secondo l’accusa, il dirigente, abusando del suo potere, avrebbe tentato di ottenere un rapporto sessuale da una subalterna. Una giovane donna di 40 anni che rifiutando l’avances avrebbe avuto ripercussioni negative in ambito lavorativo e di avanzamento di carriera. Non solo. Carmignani è pure indagato per calunnia. Si sarebbe difeso dall’accusa non negando l’addebito, ma rovesciando i termini della questione. Sostenendo ciò che era la guardia municipale a proporgli di fare sesso in cambio di una promozione.
L’episodio contestato risale al 10 novembre 2014. Il giorno precedente Carmignani, stando all’accusa, convoca una donna vigile di 40 anni, sposata e con figli, dicendole di mettersi a disposizione perché il mattino successivo sarebbe dovuta andare con lui nella sede della Regione Toscana. Sino a quel momento lei non ha mai svolto le funzioni di autista. Quella richiesta le appare singolare e oltretutto è costretta ad organizzarsi per lasciare i figli minori in custodia ai parenti.
All’orario stabilito la vigilessa si presenta in divisa alla guida dell’auto civetta di servizio per condurre il comandante a Firenze. Stando all’accusa l’esordio del dirigente non è dei più felici: «Pensavo ti presentassi in minigonna e calze a rete». Ma il bello doveva ancora arrivare. Stando alla denuncia della donna - supportata dalle dichiarazioni de relato della madre, del coniuge e di alcune colleghe a cui si era confidata subito dopo i fatti - in prossima del casello autostradale di Chiesina Uzzanese il comandante le fa cenno di uscire indicando un albergo: «Noi andiamo lì a fare l’amore». Una frase ripetuta più volte secondo il racconto della vigilessa che si conclude con la frase sibillina del suo superiore: «Terrò conto che lei non ha voluto fare l’amore con me». Una condotta che indica un abuso di potere e per la procura ha una rilevanza penale che necessita di approfondimento in sede di dibattimento di fronte al gup. Soprattutto perché, al di là del deterioramento dei rapporti interpersonali, la vittima della avance non avrebbe ottenuto, pur avendone i requisiti, quella promozione toccata ad altri. Per questo nei primi mesi del 2015 denunciò l’episodio in procura.

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