Proteste
Firenze blocca i ristoranti e i pub nel centro storico
di Cristiano Lozito
Il Comune dice basta ai “mangifici”: per tre anni vietate nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande
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FIRENZE. Stop al “mangificio” come lo aveva definito il sindaco Dario Nardella in centro a Firenze, con il blocco per tre anni delle aperture di alimentari, ristoranti e altri negozi di somministrazione di cibi e bevande. quanto prevede la delibera di modifica del regolamento per la tutela del centro storico che ha avuto ieri il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re.
La norma costituisce la “fase due” del regolamento approvato a gennaio 2016, che contiene misure ancora più incisive per la conservazione dell’identità del centro storico, sulla base del decreto Franceschini emanato a tutela dei centri storici del 2016 e del piano di gestione dell’Unesco approvato dal Comune di Firenze lo scorso anno.
La misura, che dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale per diventare operativa, prevede nello specifico, il blocco per i prossimi tre anni di nuove aperture di attività di somministrazione di alimenti e bevande e attività di commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari e di attività artigianali o industriali di preparazione o vendita di prodotti del settore alimentare. Sono previste eccezioni per luoghi di cultura, librerie, teatri, cinema e musei, nei quali potranno continuare ad aprire tali attività; oltre che per la somministrazione temporanea in occasione di eventi e manifestazioni su area pubblica per i quali il Comune di Firenze abbia espresso esplicito interesse e per le strutture ricettive che potranno aprire al pubblico la propria attività di somministrazione.
Sono previste tutele particolari per determinate zone della città attraverso l’estensione della norma di tutela di via Tornabuoni anche ad altre vie della città, in particolare via Maggio, via dei Fossi e Lungarno Corsini, nelle quali potranno aprire solo le tipologie di attività elencate nel regolamento (gallerie d’arte, negozi di antiquariato, di arredamento e design) , che già connotavano il volto di quelle zone. Vengono inoltre individuate una serie di piazze nelle quali non potranno essere trasferite le attività la cui nuova apertura era già vietata nell’area Unesco. Si tratta nello specifico di piazza San Giovanni, piazza Duomo, piazza della Repubblica, piazza Santa Croce, piazza della Signoria, piazza San Firenze, piazza Santa Maria Novella, piazza Pitti, piazza Santo Spirito, piazza del Carmine, piazza Santissima Annunziata. Introdotta una norma “salva-vinaini”, che restringe il numero dei destinatari dell’obbligo di adeguamento strutturale (40 metri quadrati di superficie e bagno per la clientela): fissato inizialmente a tutte le attività alimentari e di somministrazione, ora dovrà essere rispettato dalle sole attività che mettono in vendita superalcolici (bevande con più di 21% di gradazione alcolica).
Per quanto riguarda la tutela degli esercizi storici, entro nove mesi dell’adozione del regolamento, il Comune approverà apposito disciplinare nel quale saranno indicati i requisiti che per ciascun esercizio saranno oggetto di divieto di trasformazione dell’attività (es. insegne, marchio, altre caratteristiche). Ai proprietari degli esercizi storici riconosciuta un’agevolazione Imu. Rispetto al tema del decoro, la giunta ha poi dato mandato agli uffici di predisporre, entro sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento, il disciplinare contenente misure per tutelare il rispetto della quiete pubblica rispetto ai locali di determinate zone della città, che saranno individuate nel disciplinare stesso.
La norma costituisce la “fase due” del regolamento approvato a gennaio 2016, che contiene misure ancora più incisive per la conservazione dell’identità del centro storico, sulla base del decreto Franceschini emanato a tutela dei centri storici del 2016 e del piano di gestione dell’Unesco approvato dal Comune di Firenze lo scorso anno.
La misura, che dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale per diventare operativa, prevede nello specifico, il blocco per i prossimi tre anni di nuove aperture di attività di somministrazione di alimenti e bevande e attività di commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari e di attività artigianali o industriali di preparazione o vendita di prodotti del settore alimentare. Sono previste eccezioni per luoghi di cultura, librerie, teatri, cinema e musei, nei quali potranno continuare ad aprire tali attività; oltre che per la somministrazione temporanea in occasione di eventi e manifestazioni su area pubblica per i quali il Comune di Firenze abbia espresso esplicito interesse e per le strutture ricettive che potranno aprire al pubblico la propria attività di somministrazione.
Sono previste tutele particolari per determinate zone della città attraverso l’estensione della norma di tutela di via Tornabuoni anche ad altre vie della città, in particolare via Maggio, via dei Fossi e Lungarno Corsini, nelle quali potranno aprire solo le tipologie di attività elencate nel regolamento (gallerie d’arte, negozi di antiquariato, di arredamento e design) , che già connotavano il volto di quelle zone. Vengono inoltre individuate una serie di piazze nelle quali non potranno essere trasferite le attività la cui nuova apertura era già vietata nell’area Unesco. Si tratta nello specifico di piazza San Giovanni, piazza Duomo, piazza della Repubblica, piazza Santa Croce, piazza della Signoria, piazza San Firenze, piazza Santa Maria Novella, piazza Pitti, piazza Santo Spirito, piazza del Carmine, piazza Santissima Annunziata. Introdotta una norma “salva-vinaini”, che restringe il numero dei destinatari dell’obbligo di adeguamento strutturale (40 metri quadrati di superficie e bagno per la clientela): fissato inizialmente a tutte le attività alimentari e di somministrazione, ora dovrà essere rispettato dalle sole attività che mettono in vendita superalcolici (bevande con più di 21% di gradazione alcolica).
Per quanto riguarda la tutela degli esercizi storici, entro nove mesi dell’adozione del regolamento, il Comune approverà apposito disciplinare nel quale saranno indicati i requisiti che per ciascun esercizio saranno oggetto di divieto di trasformazione dell’attività (es. insegne, marchio, altre caratteristiche). Ai proprietari degli esercizi storici riconosciuta un’agevolazione Imu. Rispetto al tema del decoro, la giunta ha poi dato mandato agli uffici di predisporre, entro sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento, il disciplinare contenente misure per tutelare il rispetto della quiete pubblica rispetto ai locali di determinate zone della città, che saranno individuate nel disciplinare stesso.
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