Attenzione
Amianto, piano per i lavoratori a rischio. Esami gratis per chi è stato esposto
I malati in Toscana si concentrano sulla costa. "C’è un legame tra le lavorazioni nei cantieri navali, al porto, nelle industrie metallurgiche e il tumore al mesotelio"
FIRENZE. In Toscana un malato di mesotelioma su quattro per esposizione professionale all’amianto abita nella provincia di Livorno. Su un totale regionale di 1.851 casi, infatti, ce ne sono 441 proprio nell’area labronica. E non c’è provincia messa peggio. Al secondo posto quella di Firenze, dove i casi segnalati sono 355, ma la popolazione è molto più numerosa, dunque presenta una situazione meno grave rispetto al territorio costiero.
È tutta la costa, in realtà, a combattere col mesotelioma per esposizione da amianto. Male anche le province di Massa Carrara (184 casi), Pisa (176) e Lucca (175). Il picco più alto di incidenza è stato rilevato tra il 2010 e il 2013. I numeri, relativi al periodo 1988-2016, li ha forniti il Centro operativo regionale mesioteliomi della Toscana (Cor), gestito dall’Ispo, l’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica. Il mesotelioma colpisce prevalentemente gli uomini e ci va di mezzo quasi sempre l’esposizione all’amianto durante le ore lavorative.
Ma perché la costa è più colpita? A questa domanda risponde Elisabetta Chellini, responsabile del Centro operativo toscano dei tumori professionali di Ispo: «C’è sicuramente un legame tra le lavorazioni nei cantieri navali, al porto, nelle industrie metallurgiche e il tumore al mesotelio. Il problema però è che il mesotelioma ha un periodo di latenza molto lungo, di 30-40 anni, quindi è difficile individuarlo per tempo».
È per questo che la Regione ha preso sul serio il problema. Da ieri è partito il programma di sorveglianza sanitaria gratuito per i lavoratori che nella loro vita sono stati esposti al minerale tossico. Sono inclusi nel programma i residenti in Toscana con pregressa esposizione professionale certificata, fra i 30 e i 79 anni, che abbiano cessato l’esposizione a rischio da meno di 30 anni, in pensione o in attività in un’azienda diversa da quella dove sono stati esposti. Questi i requisiti.
Si stima che possano beneficiare della sorveglianza sanitaria 5.600 lavoratori (dei 30mila esposti dagli anni Sessanta ad oggi). Saranno fino agli 80 anni e comunque fino al 2024 (quando sarà avvenuta la dismissione completa del minerale tossico). Con quali modalità? Nei prossimi mesi gli ambulatori di prevenzione Asl invieranno una lettera ai lavoratori che hanno prestato servizio nelle imprese dove sono stati segnalati casi di mesiotelioma. Ma è possibile anche presentarsi spontaneamente previo appuntamento telefonico con l’Asl di residenza. Sono previste visite di primo e secondo livello. E, nel caso venga riconosciuto anche un mesotelioma benigno, si può chiedere l’indennità all’Inail.
I soldi stanziati: un milione e 134mila fino al 2018. Così distribuiti: 465.450 euro all’Usl Toscana nord ovest, 278.400 euro all’Usl Toscana centro e 126.150 a quella sud est. E ancora 72mila euro a Ispo, 180mila euro per le funzioni di medicina del lavoro all’Azienda ospedaliero-universitaria senese e 12mila all’Usl Toscana centro per l’avvio del Centro di documentazione regionale sull’amianto.
Soddisfatta l’assessora regionale alla Salute, Stefania Saccardi: «Il nostro programma di sorveglianza sanitaria è uno dei primi in Italia e attua immediatamente i nuovi Livelli essenziali di assistenza. Per rendere ancora più efficace questa azione, faremo presto un accordo con i sindacati e l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro».
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