Il Tirreno

Toscana

Il mago degli olivi è un diciottenne dalle forbici d’oro

di Tommaso Silvi
Il mago degli olivi è un diciottenne dalle forbici d’oro

A Ponsacco Alessandro Di Lena batte i 60 concorrenti che si sfidano nel campionato italiano di potatura

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PONSACCO. «Ce l'avessi io una moglie così, altro che shopping e vestiti firmati». Aria sognante, capelli bianchi e macchina fotografica al collo. Insieme a lui, un gruppo di amici: annuiscono mentre osservano i concorrenti in gara. Come uno stadio immerso nel verde della Valdera. C'è il pubblico, numeroso e in religioso silenzio come negli attimi che precedono un calcio di rigore, e ci sono i protagonisti in campo. Nessun pallone che rotola, ma forbici e seghetti. Al posto dei calciatori, un esercito di potatori.

Quelli che ieri mattina si sono dati battaglia nel campionato nazionale di potatura dell'olivo, nell'agriturismo San Martino a Ponsacco. Sessanta partecipanti provenienti da sedici regioni d'Italia. Anziani, giovani e donne. Per tutti, trenta minuti di tempo per potare a regola d'arte tre piante d'olivo. Lo “start” viene dato da un commissario di gara attraverso un megafono. Pronti, attenti, via.

I rami cominciano a cadere sotto i colpi degli attrezzi del mestiere, i potatori saltellano da una parte all'altra e cambiano continuamente strumento a seconda del taglio da effettuare. Il personale organizzatore controlla che tutto proceda senza intoppi e scandisce lo scorrere dei minuti. Dal megafono arriva anche il segnale di stop: facce stanche, fronti imperlate di sudore. C'è chi ammira il proprio lavoro soddisfatto e chi, invece, non riesce proprio a sorridere.

«Potevo fare meglio, mi è stata assegnata una pianta difficile da potare», racconta Valentino D'Amico, 36 anni, partito venerdì da Rosciano, in provincia di Pescara, per prendere parte alla competizione andata in scena nell'ambito dell'evento Nova agricoltura in oliveto, organizzato dalla casa editrice Edagricole e dall'Agenzia servizi settore agroalimentare delle Marche.

Ma chi è la potatrice capace di far sgranare gli occhi al pubblico per la sua abilità? Si chiama Cosima Deiana, 50 anni, e arriva dalla Sardegna.

«Faccio la potatrice di professione - spiega la donna - e sono una veterana della competizione, in passato ho ottenuto il sesto posto nazionale e ho vinto per due volte la fase regionale».

Dopo le fatiche della mattina, nel pomeriggio è il momento della premiazione. Sul primo gradino del podio sale Alessandro Di Lena, classe 1998, di Larino, piccolo centro abitato in provincia di Campobasso, premiato da Barbara Alfei di Assam Marche e dal presidente di giuria, Franco Famiani. A lui va anche il premio come miglior giovane potatore. Dei sei toscani in gara, il piazzamento più prestigioso è quello di Andrea Giglioli, 35 anni, empolese, giunto 23esimo. Nessun riconoscimento, ma tanti applausi e strette di mano, per Mamatou Tonkara, giovane potatore senegalese residente a Palombara Sabina, in provincia di Roma. Per lui, come per tutti i sessanta finalisti, c'è la consolazione dell'accesso nell'albo nazionale dei potatori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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