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Toscana

Treni, la Toscana a due velocità: più lenti e più cari i treni della costa

di Stefano Taglione
Treni, la Toscana a due velocità: più lenti e più cari i treni della costa

Per andare a Roma le Ferrovie “spingono” in direzione Firenze. L’Alta velocità migliora la vita di chi vive nel capoluogo regionale e dintorni, ma chi abita lungo la Tirrenica non può dire altrettanto

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PISA. Se l’Alta velocità migliora la vita di chi vive a Firenze e dintorni, chi abita lungo la disastrata Tirrenica non può dire altrettanto. Anche perché il divario fra le due ferrovie italiane, anno dopo anno, si sta allargando sempre di più. Dall’11 dicembre – con l’introduzione dell’orario invernale – i Frecciabianca sono stati rallentati talmente tanto che da Pisa a Roma impiegano 2 ore e 56 minuti, quasi quanto l’Intercity più veloce, che ci mette un quarto d’ora in più e costa 10 euro in meno.

I NUMERI

I Frecciabianca che partono dal Nord, da Pisa a Roma viaggiano a una velocità media di 115 chilometri l’ora e il biglietto in classe economica costa 48,50 euro. Sono cinque al giorno. Poi, alle 8,22, dalla città della Torre passa un Frecciargento che, partendo da Genova, taglia fuori Livorno, la Val di Cornia e Grosseto, deviando su Firenze e avvicinando la Capitale di ben tre quarti d’ora. Fino a Termini impiega 2 ore e 15 minuti e costa pure meno: ieri pomeriggio, cercando un biglietto per stamani, era in offerta a 44,90 euro. È più conveniente di quelli più lenti, per i quali Trenitalia non proponeva sconti. Ma a chi serve il Frecciargento? A genovesi, spezzini, pisani e fiorentini. Non certo a chi abita a Massa e Viareggio (che lo vede solo passare) o ai livornesi e ai grossetani, bypassati perché si trovano sulla “strada sbagliata”. Per loro le alternative si chiamano Frecciabianca, Intercity e regionale. Da Pisa, passando dalla costa, il tempo di percorrenza di una Freccia è di 2 ore e 56 minuti, di 3 ore e 13 per l’Intercity e ben 4 ore e 3 minuti impiega un treno locale. Ma chi abita lungo la Tirrenica deve anche sperare che non vi siano ulteriori tagli: una coppia di Frecciabianca, infatti, da tempo è stata già deviata sulla Firenze-Roma e non a caso è la preferita dai pisani, che alle 20,48 vedono la Capitale lontana solo 2 ore e 11 minuti.

LA TOSCANA A DUE VELOCITÀ

La Toscana dei trasporti ferroviari è di fatto spezzata in due: da una parte quella dell’Alta velocità dei fiorentini e dall’altra la Bassa velocità di livornesi e grossetani. Parola d’ordine di Trenitalia: densità abitativa. Secondo l’azienda statale – visto che i Frecciabianca sono un servizio a mercato che si sovvenziona solo con i biglietti e non con sussidi pubblici come gli Intercity – se non vengono utilizzati, in Maremma possono anche non esistere. Ecco spiegata la differenza macroscopica di investimenti. Mentre da Firenze a Roma si costruisce la mega stazione Foster, il tunnel da Castello a Campo di Marte per risparmiare qualche minuto e sono arrivati i super Frecciarossa 1000 di Hitachi Rail Italy, sulla Tirrenica i vecchi pendolini vengono rallentati e costretti a fare sempre più fermate. E quelli veloci, che prima percorrevano la fascia costiera, ora passano dal capoluogo toscano perché altrimenti i genovesi fanno tardi. Bypassando massesi e viareggini, oltre a tutti gli altri che hanno la “sfortuna” di abitare più a sud, nel mezzogiorno ferroviario.

GLI INTERCITY DISASTRO DI PRATO

Sull’asse centrale, dove sfreccia l’Alta velocità di Ferrovie dello Stato e di Ntv, viaggiano anche gli Intercity meno puntuali d’Italia. Come il numero 597, che parte da Milano alle 14,50 e – passando da Prato alle 17,30 e da Firenze Rifredi alle 18,17, dove raccoglie i pendolari diretti ad Arezzo – alle 23,29 arriva a Napoli. Ma quand’è che davvero raggiunge il capoluogo campano? La media di questo primo scorcio di 2017 è impietosa: 22 minuti di ritardo medio al giorno. E il 2 marzo è arrivato addirittura dopo l’una e mezza, due ore dopo. Enrico Carboni è aretino e lavora a Calenzano, in provincia di Firenze. Spesso prende proprio quest’Intercity. «Purtroppo essendo un servizio a lunga percorrenza non è facile godere di una puntualità al minuto – sostiene Carboni – ma purtroppo dalle 17,30 in poi, fino alla mia città, non ho alternative veloci con i regionali e sono costretto a salire su questi treni». Il 597 non è l’unico convoglio super ritardatario: le stesse performance le registra il 594 (Prato-Roma delle 17,30), mentre vanno un po’ meglio il 592 (Prato-Trieste delle 18,50) con un quarto d’ora di disagio giornaliero e il Prato-Napoli delle 10,02, che in media perde 12 minuti a corsa rispetto agli orari ufficiali. Troppi, anche perché da Firenze a Roma viaggiano sulla linea Direttissima, che permette di viaggiare a 250 chilometri orari. Mica come la vecchia Tirrenica.

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