Il Tirreno

Toscana

Rapina il capo della mobile, preso

di Sabrina Chiellini

Il bandito spacca il vetro dell’auto con il trapano, Rita Sverdigliozzi lo mette ko malgrado la gravidanza

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PISA. La punta del trapano manda in frantumi il finestrino dell’auto. Il rumore è forte, da paura. Una montagna di vetri cade su una giovane donna, alla guida della vettura. Il ladro è di quelli esperti, sa come fare, insomma, lo dicono i suoi precedenti di polizia giudiziaria. Sfonda il vetro, afferra la borsa e fugge alla guida del suo grosso scooter. Quello che Armando Alunni, 45 anni, romano sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, non sa è di avere sbagliato la vittima. Dall’altra parte c’è una funzionaria di polizia, la dottoressa Rita Sverdigliozzi, dirigente della squadra mobile della questura di Pisa. E senza pensarci troppo, reagisce d’istinto e con grande determinazione. Risultato? La poliziotta lo mette ko, riesce a bloccarlo e lo arresta con l’aiuto di alcuni colleghi che erano di passaggio nella zona di San Pietro. Sono le 18,30 di domenica, è giorno pieno e la strada è trafficata.

Alcune ore dopo questa scena - il malvivente che cade dallo scooter, la poliziotta che lo placca, le manette che lo bloccano - la dirigente della Mobile, tra l’altro al primo mese di gravidanza, è in un letto dell’ospedale Santo Spirito di Roma. Nonostante l’aggressione sta abbastanza bene. Una microfrattura alle costole, uno stiramento muscolare e alcuni contusioni, che la costringeranno a stare lontano dal servizio per almeno quindici giorni, non le hanno tolto grinta e sorriso. Microfoni e telecamere riescono ad entrare nella storia, pronti a raccontarla. La dirigente della Mobile pisana, tre lauree una lunga esperienza, è lì davanti ai cronisti e racconta con lucidità come ha arrestato il malvivente.

Lei del resto lo aveva capito subito che quell’uomo alla guida dello scooter la stava studiando per farle qualcosa. «Ero in auto ferma al semaforo su via Anastasio, all’Aurelio, quando ho visto uno scooter che si avvicinava. Il guidatore guardava con insistenza dentro la vettura, cercava qualcosa, ho capito che aveva brutte intenzioni ma subito dopo ho sentito un botto. All'improvviso ho visto la punta del trapano e ha spaccato il vetro del passeggero dove c'era la mia borsa. Tutto in un attimo», racconta la vice questore aggiunta che abbiamo raggiunto al telefono, ieri mattina, proprio mentre veniva dimessa. La paura non sfiora la poliziotta che reagisce d’istinto. «Sono riuscita ad afferrare un lembo della borsa, l’ho tirato con tutta la forza che avevo. Per alcuni secondi c’è stato una specie di tira e molla. Abbiamo tirato la borsa, io non mollavo la presa e lui a un certo punto ha perso l'equilibrio». Da questo momento il rapinatore è nei guai. «Quando l'ho visto cadere dallo scooter sono scesa dalla mia macchina e l’ho bloccato per impedirgli di scappare. Ho chiesto aiuto agli altri automobilisti. Ho gridato e per fortuna sono arrivati i colleghi del reparto mobile di Napoli che erano di passaggio nella zona. Insieme lo abbiamo arrestato, da sola non so quanto avrei resistito in quella situazione».

Alle possibili conseguenze della sua reazione la poliziotta ha pensato solo quando è arrivata l’ambulanza che l’ha trasportata all’ospedale per escludere conseguenze serie per lei e il bambino.

«No, non ho avuto paura. Mi sono messa dalla parte di chi subisce un reato, del cittadino. Non volevo che andasse via, volevo assicurarlo alla giustizia. Così è andata».

Lo rifarebbe. «Sì, mille volte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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