Sicurezza
Lo psicologo spiega: «È il modo dei giovani per abbattere la noia»
LIVORNO. Lauro Mengheri,(foto) presidente dell'ordine degli psicologi della Toscana, spiega quali sono i fattori che hanno fatto esplodere la moda dei selfie sui binari tra i giovanissimi. Perché...
LIVORNO. Lauro Mengheri,(foto) presidente dell'ordine degli psicologi della Toscana, spiega quali sono i fattori che hanno fatto esplodere la moda dei selfie sui binari tra i giovanissimi.
Perché rischiare la vita per un autoscatto?
«È la ricerca di sensazioni nuove per abbattere la noia. È lo stesso motivo che porta i giovani a sballarsi il sabato e la domenica. Cose simili le facevamo anche quando ero ragazzo io: solo che noi andavamo in motorino su una ruota».
La moda dei selfie è nuova, ma ha le sue radici in un disagio che c'è sempre stato?
«I giovani hanno sempre attraversato una fase di presa del rischio, ma ora ci si è spinti oltre, si è alzata l'asticella».
Perché questa esigenza di spingersi ogni oltre limite? «Ci sono più fattori: la comunicazione sempre più veloce, la caduta dei valori e la pressione socio-economica che costringe i genitori, nel migliore dei casi, a uscire di casa la mattina e a rientrare la sera tardi, vedendo sempre meno i figli».
I social network che ruolo giocano?
«I social, attraverso i profili falsi, possono permettere di fare e dire cose nell'anonimato. Dobbiamo, però, ricordare che la ricerca di sensazioni non è solo un fatto negativo: è alla radice della curiosità e quindi della conoscenza».
Perché postare su FB i selfie sui binari?
«Ormai il proprio ego si misura in numero di like, il sinonimo del successo. Coi social poi ogni notizia è in tempo reale. Il problema è le notizie devono poter essere elaborate dal nostro sistema nervoso centrale, ma oggi non c'è più tempo. Caduta dei valori, velocità dei social, tempo in famiglia ridotto al minimo per il lavoro: così i giovani cercano sensazioni nuove nei posti sbagliati, lungo i binari».
Come combattere il fenomeno dei selfie sui binari?
«I genitori hanno un grande ruolo. L’Osservatorio per l'infanzia sconsiglia di regalare lo smartphone fino ai 12 anni. In generale, se mio figlio ha un comportamento che si discosta da quello normale, io genitore devo mettermi in allarme. Occorre lavorare sul dialogo tra genitori e figli, ma non siamo più abituati a parlare».(m.l.)
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