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Toscana

"Caporalato di Stato": in cattedra da 40 anni esamina i candidati a un euro a compito

Rino Bucci
"Caporalato di Stato": in cattedra da 40 anni esamina i candidati a un euro a compito

Un mese di lavoro anche per meno di 400 euro lordi, molti commissari d'esame lasciano dopo gli scritti. Ecco perché il Concorsone della scuola è ancora al palo

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Alla fine ti chiedi se sia giusto. È in quel momento che il dubbio scivola tra le crepe dell'autostima, ne minaccia le fondamenta. Perché se dalla tua hai 40 anni di servizio e una laurea ma vieni pagato spiccioli per correggere le prove di chi formerà le generazioni, qualche domanda te la fai. «L'avevo presa come sfida - dice Cristina Bizzarri, commissario al Concorso docenti 2016 per il sostegno della primaria - ma c'è poco da girarci intorno: il gioco non vale la candela».

CAPORALATO
C'è chi l'ha definito “caporalato di Stato” perché le paghe dei commissari per la valutazione dei compiti si scostavano di poco dalle mance riservate a chi si spacca la schiena nei campi. Interrare 240 piantine di pomodori nelle campagne del Foggiano frutta 1 euro l'ora, come correggere un elaborato. Qualche differenza rimane: lo Stato paga al lordo, i compensi sono stati rivisti causa sollevazione (da 50 centesimi a un euro a candidato) e a un anno dagli scritti i commissari non hanno visto il becco di un quattrino.

DIMISSIONI
Ecco spiegati i ritardi nell'avvio delle prove: i funzionari dell'Ufficio scolastico regionale non riuscivano a comporre le commissioni (presidente, due commissari e segretario) per 61 classi di concorso. E quando i gruppi si sono insediati è iniziata la stagione delle dimissioni per i compensi-miseria. Morale? Ancora ritardi.

RITARDI
Qualche docente ha mollato spinto dai sindacati ma in molti all'inizio ci avevano provato. Poi si sono misurati coi disagi economici, quelli organizzativi - «non eravamo esonerati dal servizio e dovevamo lavorare nei ritagli di tempo», spiega Cristina Bizzarri - e amministrativi - «le grane dei ricorsi» racconta Fabio Ingraiti, commissario nella classe di concorso B11, Scienze e tecnologie agrarie. Così, almeno la metà di chi doveva valutare ha mollato. Sul sito dell'Ufficio scolastico regionale, tra giugno e agosto, nel pieno delle correzioni, si contano 78 provvedimenti per sostituzione di commissari (anche 2 docenti a volta). Così alcune classi di concorso hanno avuto i vincitori per l'avvio dell'anno scolastico, altre sono ancora al lavoro e non si sa quando finiranno.

INCERTEZZE
È il caso della commissione per il sostegno della primaria, dove a correggere c'è Cristina Bizzarri, 53 anni da Santa Fiora, 12 anni di ruolo e una decina da precaria. «Credo di essere stata una delle prime a presentare domanda, quando è stata aperta la procedura telematica, a marzo 2016 perché volevo mettermi alla prova». E la prova è arrivata: 338 scritti da esaminare in una scuola di Grosseto tra luglio e agosto. Ogni giorno un viaggio, da Santa Fiora dove abita a Grosseto per concludere entro la fine dell'estate. «Almeno con gli scritti ce l'abbiamo fatta: sono passati all'orale in 73, circa 1 candidato su 5». Poi, il meccanismo si è inceppato: «I colleghi si sono dimessi, sono rimasta l'unica in carica. Aspetto ancora indicazioni dall'Ufficio scolastico regionale su come procedere». E con lei attendono i 73 candidati arrivati agli orali e i ricorrenti che dovranno affrontare gli scritti. «Ancora non ho ricevuto un centesimo - dice l'insegnante - ma tra le prove corrette, una quota fissa e un piccolo rimborso spese saranno meno di mille euro lordi per due mesi di lavoro».

PASSIONE
Luigi Puccini, 64 anni e 40 anni in aula, parla di “spirito civico”. Insomma, ci si mette in gioco per «senso del dovere, per la passione nell'insegnare. Al compenso meglio non pensarci». Infatti, non gli è stato ancora accreditato nulla, eccetto pochi euro di rimborso perché «per viaggiare da Pisa, dove vivo, ad Avenza (sede delle prove di lettere, ndr) ho fatto l'abbonamento in treno e l'Ufficio scolastico ha risparmiato qualcosa», confida. E per non farsi mancare nulla ha pure partecipato nello stesso periodo agli esami di Stato. «Abbiamo esaminato più di mille aspiranti docenti in questi mesi», racconta. E gli orali sono finiti a metà settembre.

I RICORSI
Come è stato rispettato il calendario per la classe di scienze agrarie. Tra i commissari Fabio Ingraiti, 45 anni, docente all'istituto Vegni di Cortona. A lui toccherà meno degli altri: «Nella mia classe di concorso i candidati erano solo 17». Senza rimborso spese, perché ha lavorato vicino casa, riscuoterà 17 euro lordi più la quota fissa (lorda) di 418,48. «Alla fine, 300 euro puliti per un mese. Mi hanno già contattato perché a causa dei ricorsi andranno esaminati altri 20 candidati. Ma non ci andrò, mi dimetto: per 20 euro me ne resto a casa».

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