Il dolore
Fratellini picchiati e lasciati senza cibo dai loro genitori
Chiesto il processo a coppia di Lucca per maltrattamenti Minacciati con il coltello i figli ora affidati ad altre famiglie
LUCCA. Schiaffi, pugni, calci e percosse usando un bastone o una scopa per punire la loro presunta disobbedienza. Ma anche privazioni di ogni genere: dalla carenza di cibi alla scarsa igiene personale. Una storia di degrado emersa alcuni anni fa nella Piana di Lucca e sfociata con una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di due genitori - rispettivamente di 57 e 53 anni - con problemi cognitivi e soprattutto in uno stato d’indigenza tale da non riuscire a provvedere in alcun modo ai figli minorenni oltretutto affetti da un ritardo mentale che solo il mondo della scuola, attraverso l’insegnante di sostegno, è riuscito parzialmente a sopperire. E la denuncia di una situazione intollerabile arriva proprio dalle maestre di una scuola elementare che notano, al di là dei comportamenti in classe, una trascuratezza assoluta dei due fratellini, seguiti anche da una neuropsichiatra infantile, che per settimane varcano la porta dell’istituto con indosso gli stessi abiti unti e sporchi. La segnalazione alle assistenti sociali mette in moto il meccanismo di difesa delle categorie protette e in particolar modo dei minorenni. I fatti risalgono al Natale 2012 e la denuncia arriva sul tavolo della procura della Repubblica che affida gli accertamenti all’ispettore Maria Giulia Rao, responsabile della sezione reati contro le persone della squadra mobile. I due bambini - rispettivamente di 15 e 10 anni - vengono affidati ad altrettante famiglie della Lucchesia per sollevarli dal giogo, dalle violenze e dalle minacce del padre e della madre. Costretti, loro malgrado, ad assistere alle percosse che il babbo infliggeva alla madre. E pure minacciati e terrorizzati con un coltello da un babbo che in realtà era diventato una sorta di «uomo nero», di «orco», di «lupo cattivo». Un attentato continuo alla già flebile integrità psicofisica dei due ragazzini. Le testimonianze degli insegnanti e di altre persone vicine ai due fratellini, i certificati medici e le relazioni dei servizi sociali svolte sino all’ottobre 2014 culminano poi con l’incidente probatorio attraverso l’audizione dei minori. Incontri protetti in cui emerge la cruda e triste verità. L’indagine si conclude quindi con la richiesta di rinvio a giudizio da parte del sostituto procuratore Sara Polino nei confronti del padre e della madre dei due ragazzini. I genitori sono accusati di maltrattamenti verso i fanciulli e rischiano una pena da uno a cinque anni di reclusione. Il fascicolo all’inizio era stato inviato anche al tribunale dei minori di Firenze per alcuni accertamenti. Adesso la palla passa al giudice dell’udienza preliminare.
Luca Tronchetti
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