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Toscana

PIERO MARCHETTI

Bisogna integrare almeno il ferro

Bisogna integrare almeno il ferro

Il professore di Pisa: la dieta vegetariana o vegana non complete

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PISA. Primo integrare la dieta con il ferro. E, probabilmente, anche con lo zinco. Ma soprattutto far seguire la dieta vegetariana o vegana di un bambino da «professionisti preparati». È chiaro il professor Piero Marchetti, presidente del corso di laurea in dietististica all’università di Pisa.

Professore Marchetti, ci sono rischi nel seguire una dieta vegana nell’età infantile?

«Quando parliamo di alimentazione bisogna ragionare in termini di libertà: l’alimentazione è un fatto culturale. L’importante è che l’alimentazione - vegetariana, vegana, onnivora - apporti in giusta quantità gli alimenti nutritivi di base».

La dieta vegana garantisce questo giusto apporto?

«Paradossalmente la dieta onnivora eccede in alcuni di questi componenti, come i grassi. Al contrario, le diete vegetariane e soprattutto vegane, e soprattutto nei bambini, devono essere rispettose delle necessità biologiche di un organismo biologico che sta crescendo. Per questo devono essere fatte sotto la stretta sorveglianza di un dietista competente: l’apporto l’apporto di alcuni elementi, come il ferro, probabilmente lo zinco, potrebbe di per sé, carente».

È quindi necessario integrarli?

«Certo. Il ferro contribuisce a evitare che si creino forme di anemia. Lo zinco è altrettanto importante. Ad esempio: l’ insulina è composta dall’ormone dell’insulina che si aggrega sotto forma di cristalli con lo zinco».

Che cosa comporterebbe la carenza di zinco?

«Soffrirebbero un po' tutti i nostri tessuti e i nostri organi». Qual è il concetto di base di questo ragionamento?

«Noi abbiamo bisogno di tanti elementi per prenderci cura del nostro corpo: a maggior ragione un organismo in crescita come quello bambino deve essere accudito da punto vista alimentare con molta attenzione ed equilibrio. Se una famiglia opta per una dieta vegetariana o vegana deve pensare a far assumere ai figli integratori a base di ferro e magari di zinco. Questo va detto, come diciamo ai genitori “onnivori” di non far consumare merendine ai loro figli».

Questo, quindi, è il rischio maggiore?

«Mi colpisce chi cerca di condizionare le scelte degli altri, specie dove ci sia una ricettività molto sensibile come quella dei bambini. Come è abominevole forzare vegetariani e vegani a diventare onnivori è altrettanto riprovevole il contrario».

Ma che cosa non deve mancare nella fase di crescita dei bambini?

«Esistono tabelle che lo indicano. Comunque, in una dieta equilibrata non devono mancare gli elementi essenziali che indichiamo come macronutrienti: proteine, lipidi (grassi) e carboidrati (pane, pasta, patate) che i bambini consumano subito quando corrono. Poi le fibre (frutta e verdure), le vitamine, i sali minerali. E l’acqua. Attenzione: non le bibite zuccherate».

Ma dove assorbe i grassi e i sali minerali un vegano?

«Quello che un onnivoro trova nella carne, il vegano lo trova nei legumi che sono ricchissimi anche di sali minerali. Ma il ferro non riescono a integrarlo. Forse meglio lo zinco: gli studi su questo sono contraddittori. Ma sul ferro c’è certezza: non si assume in quantità sufficiente con la dieta vegana».

Quale sarebbe la dieta migliore?

«Quella Mediterranea, non solo per gli alimenti, ma anche per la tradizione conviviale: per la lentezza e la capacità di gustare il cibo». (i.b.)

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