Il Tirreno

Toscana

Perquisizioni in tutta Italia, nel mirino i leader del Movimento dei Forconi

Una protesta degli autotrasportatori in Sicilia legata al Movimento dei Forconi
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Una protesta degli autotrasportatori in Sicilia legata al Movimento dei Forconi

Operazione della Digos in otto città tra cui Firenze. Perquisiti gli attivisti che volevano attuare l'"ordine di cattura" di vari politici e istigavano alla rivolta sociale, tra loro anche gli autori dell'aggressione all'ex parlamentare Osvaldo Napoli

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ROMA. La Polizia sta eseguendo una serie di perquisizioni nei confronti di leader ed esponenti del Movimento dei Forconi in diverse parti d'Italia.  Gli uomini delle Digos, coordinati dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione, stanno operando a Ascoli, Campobasso, Como, Firenze, Latina, Roma, Taranto e Treviso.

Le perquisizioni sono scattate nei confronti di coloro che hanno manifestato l'intenzione di attuare  "l'Ordine di cattura popolare", un documento messo a punto da alcuni degli indagati e definito "fortemente istigatorio" dagli investigatori, nel quale si invitano i cittadini ad arrestare tutti i parlamentari, gli esponenti del governo e il presidente della Repubblica.

Ci sono anche i responsabili dell'aggressione al parlamentare forzista Osvaldo Napoli, avvenuta davanti a Montecitorio lo scorso 14 dicembre, tra i destinatari delle perquisizioni effettuate questa mattina dalla Polizia nei confronti di leader ed esponenti del "Movimento 9 dicembre - Forconi".

Complessivamente gli uomini della Digos hanno eseguito 18 perquisizioni, tutte nei confronti di soggetti appartenenti o vicini al movimento, che hanno mostrato di voler dare seguito a quanto affermato nel documento di 19 pagine denominato "Ordine di cattura popolare" dove, appunto, si invitano i cittadini ad  "arrestare" parlamentari e rappresentanti delle istituzioni.

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In questo quadro rientra l'aggressione ad Osvaldo Napoli: l'ex parlamentare fu bloccato fuori dalla Camera da un gruppetto di appartenenti ai Forconi intenzionati ad eseguire "il primo arresto popolare di un politico". L'intervento di polizia e carabinieri consentì di evitare conseguenze per Il deputato di Forza Italia e identificare e denunciare 14 persone.

Dalle indagini è inoltre emerso che gli indagati hanno depositato in alcuni uffici di polizia l' "Ordine di cattura popolare" e hanno postato sui social network diversi proclami di rivolta sociale.


 

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