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Schiava prostituta a 16 anni

Schiava prostituta a 16 anni

L’allarme del padre che la aspettava a Livorno: liberata dal blitz della polizia

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LIVORNO. Un incubo a lieto fine. Quella di Maria (nome di fantasia) è la storia di una ragazza arrivata in Italia piena di speranze che si è improvvisamente ritrovata all’inferno. In Romania andava a scuola, frequentava il terzo anno delle superiori. E nel tempo libero si occupava della mamma disabile e della nonna. È figlia unica, suo padre si è trasferito in Italia quando lei aveva 6 anni in cerca di una vita migliore. Maria a 16 anni ha preso coraggio e ha deciso di seguire le orme del babbo. A convincerla alcuni connazionali, che le avevano raccontato che in Italia per lei c’era un lavoro in una panetteria. Il suo sogno: venire in Italia, lavorare, aiutare economicamente la madre invalida. Ma nel nostro Paese, a Catania, Maria trova solo violenza e schiavitù. I connazionali la obbligano a prostituirsi, minacciando di ucciderla. Per un mese, tra febbraio e marzo, la sera viene lasciata sul marciapiede e lì è costretta a passare la notte, in balìa di tutti. Lei resiste un mese, poi reagisce: chiede aiuto al padre. A raccontare la storia al Tirreno è proprio il babbo che vive a Livorno. Maria ha paura, non riesce a raccontare tutto. Ma poi si apre e rivela le violenze a cui è costretta. «Sono a Catania, venite a prendermi - è l’sos - sono chiusa in una stanza, mi tengono prigioniera, aiutatemi». A lui, 50 anni, disoccupato, si stringe il cuore. Si sente impotente, ma non perde un attimo: si precipita in questura e presenta una denuncia. Gli investigatori, guidati dal dirigente Giuseppe Testaì, in contatto con i colleghi di Catania, si muovono subito e danno una svolta alle indagini. Lunedì scorso arriva la telefonata più attesa. «La polizia ci ha chiamato alle 21.20 e ci ha detto che l’avevano trovata e che era salva – dice il babbo – Poi me l'hanno passata. Ha detto: papà, sto bene».

A liberare la ragazzina è stata la squadra mobile livornese, in azione con i colleghi siciliani. Nei guai sono finiti una romena di 32 anni, arrestata dalla polizia, e un uomo di 37, denunciato, e su cui sono in corso altre indagini. «Quando, dopo il blitz, ho sentito la sua voce finalmente sana e salva, ho provato un’emozione indescrivibile», racconta il babbo. (l.l.)

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