Il Tirreno

Toscana

Firenze rovina la festa a Pisa

di Francesco Loi

Toscana aeroporti snobba l’inaugurazione del collegamento Galilei-stazione

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PISA. «Ma quelli di Toscana Aeroporti non ci sono?». Il passaparola è velocissimo, in tanti tirano il collo. No, non c’è traccia di Marco Carrai, presidente della società degli scali toscani: il Vespucci di Firenze e il Galilei di Pisa. Non c’è traccia nemmeno dell’amministratore delegato, la pisana Gina Giani. E, a proposito di pisani, non si vede neppure il vicepresidente di Toscana Aeroporti, Pierfrancesco Pacini. Tre indizi fanno una prova, si dice. E così la battuta è servita facile: taglio del nastro con sgarbo per il Pisa mover. Sul palco sorrisi, ma dietro le quinte la sorpresa è tanta. «E non può essere solo per quella storia degli autobus».

Alle porte di Pisa, nei pressi dell’Aurelia Sud, fa freddo (e non solo per il clima) all’inaugurazione del collegamento fra aeroporto e stazione: è la navetta su rotaia, elettrica (con sistema a fune), senza conducente. Un investimento da 72 milioni, 21 dei quali di contributo europeo. Un’opera pensata soprattutto come potenziamento dei servizi aeroportuali. Invece il management è assente. Nessun rappresentante occupa il posto assegnato vicino al ministro dei Trasporti Graziano Del Rio, al presidente della Regione Enrico Rossi, all’eurodeputato David Sassoli e al sindaco di Pisa Marco Filippeschi. Il sindaco è rimasto sicuramente spiazzato, visto che nella stesura finale del suo discorso resta la scritta: «Ringrazio il presidente Marco Carrai, Gina Giani e tutti gli amministratori ed i dirigenti e gli operatori di Toscana Aeroporti che sono con noi stamani». Dimostra che l’assenza è inaspettata.

D’altra parte, gli uffici comunali dicono di aver ricevuto dalla società le mail di conferma della presenza. Invece, al posto di Carrai e Giani arriva, quasi in concomitanza con il taglio del nastro, un comunicato stampa di Toscana Aeroporti. Poche righe a firma del presidente che si aprono soft: «Siamo contenti che finalmente l’aeroporto Galilei e i suoi quasi cinque milioni di passeggeri abbiano una opportunità in più per essere collegati alla città». Ma anche la chiusura non affonda il colpo, semmai lascia intuire: «Il passo fatto oggi è importante, ma molta strada resta da fare per adeguare i servizi locali alle esigenze di due scali ormai globali».

La motivazione dell’assenza sembra ristretta in quelle parole «adeguare i servizi locali». In effetti, c’è una querelle in corso tra Toscana Aeroporti e PisaMover, nel senso della società che ha costruito e gestisce la navetta. Riguarda l’area di sosta delle aziende che hanno i bus che collegano l’aeroporto Galilei con Firenze attraverso la Fi-Pi-Li. I loro spazi sono stati spostati in un parcheggio scambiatore all’altezza della fermata intermedia del trenino. Fuori dall’area aeroportuale. Sembra che ballino 200mila euro di mancato introito annuo per Toscana Aeroporti. Un’ordinanza sindacale lo aveva previsto da tempo: è un modo per non fare concorrenza al PisaMover, che deve tenere una media di circa 2 milioni di passeggeri all’anno per avere un bilancio in equilibrio. «Ma può essere solo questo il motivo?». Cosa sono 200mila euro per una società che ha ricavi lordi per quasi 128 milioni l’anno?

Il sospetto è che la “battaglia degli aeroporti”, Firenze vs Pisa prosegua. Se i piani d’espansione di Peretola vanno avanti a singhiozzo, il Galilei si potenzia. Tanto che qualcuno suggerisce di rileggere quanto dichiarato da Carrai, l’uomo più vicino a Renzi, visto da molti pisani come troppo “tifoso” del Vespucci, in occasione dell’approvazione del bilancio 2016 di Toscana Aeroporti: «I risultati record dello scorso anno sarebbero potuti essere ancor più soddisfacenti se non fossero stati inficiati da un numero straordinario di oltre 1.000 cancellazioni e dirottamenti subiti dall’aeroporto di Firenze principalmente a causa di avverse condizioni metereologiche a testimonianza di un'infrastruttura non adeguata al prestigio di Firenze e della Toscana nel mondo». Un messaggio che arriva a Roma, ai 100 milioni promessi (da Renzi) per ampliare Peretola. E Pisa? Dal palco ci pensa Delrio, Renzi o non Renzi, a rimetterla al centro: «Qui c’è l’Italia che funziona. Dobbiamo essere competitivi con il mondo e non fare concorrenza tra campanili distanti pochi chilometri. D’altra parte, il Galilei è un aeroporto internazionale con il doppio dei passeggeri di Firenze».

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