Sicurezza
Comoda ma lontana, la velocità è “alta” solo per i fiorentini
Da Firenze a Roma in un'ora e 20 minuti, lo stesso tempo che ci vuole per andare a Lucca. E Napoli è lontana quanto Grosseto. La Toscana tagliata in due, la fatica dei pendolari
MASSA. «Ale il treno è in ritardo. Non so se ce la faccio. Va bene lo stesso se arrivo alle quattro e mezza, vero?». Daniele, mentre parla al telefono, guarda con ansia il monitor del binario uno. Il suo appuntamento a Roma potrebbe saltare da un momento all’altro. Ma non dipende da lui. Stazione di Massa Centro, ore 10,45. L’altoparlante annuncia che il regionale partito da Milano (e diretto a Livorno) sta viaggiando con 10 minuti di ritardo. È il treno che consente ai massesi di raggiungere Pisa e, con un cambio, Firenze. Da Santa Maria Novella – che è lontana 124 chilometri e più di due ore – parte la Freccia per la Capitale.
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Daniele deve prenderla e sa già che sarà un’impresa: la regola per chi parte da Massa e si avvicina all’Alta velocità. Per raggiungere la Tav – forse l’ultima grande opera realizzata nel nostro Paese – bisogna armarsi di tanta pazienza. Coprire i chilometri che separano il capoluogo apuano da quello toscano costa pochi soldi (11,50 euro), ma molto tempo (in questo caso due ore e sette minuti): 60 all’ora di velocità media. Un viaggio lento, troppo lento. Soprattutto se confrontato all’Alta velocità, che da Torino a Salerno sfreccia a 250-300 km/h. È la metropolitana d’Italia, che in Toscana ha poche fermate: Firenze e qualche volta Arezzo. Ma non la costa, tagliata fuori dal grande trasporto nazionale.
Nel frattempo il nostro treno non si vede ancora. Passa un Intercity proprio per Roma: è in ritardo di mezz’ora e ha fatto da tappo a quelli che lo seguivano. Daniele, approfittando del disservizio, potrebbe prenderlo al volo. Ma ha tutt’altro biglietto e dovrebbe pagare altri 40 euro. No: decide di aspettare. Il nostro convoglio passa dopo 12 minuti. È vecchio e pieno di passeggeri assonnati, partiti da Milano all’alba per risparmiare qualche euro rispetto ai treni rosso-argento simbolo dell’Italia che funziona. Si parte. Michele Finelli, storico e saggista, è appena salito. Si sfoga: «Da qui prendere l’Alta velocità è un dramma – racconta – e lo vivo sulla mia pelle perché a volte vado a Forlì. Devo fare tre cambi e non arrivo mai. Roma, partendo da Massa, è una chimera».
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Michele ha lavorato per diversi anni all’università di Pisa. Era un abbonato di un Frecciabianca che per un anno fu tagliato. Nell’ultimo viaggio, lui e i suoi compagni di sventura, su un sedile del convoglio hanno lasciato una bara con impresso il numero del treno. Era dedicato all’allora amministratore delegato di Ferrovie, l’ingegner Mauro Moretti. Ci ha scritto anche un libro: “Pendolari del 35261. Follie quotidiane sulla carrozza 4”. «Con il nuovo orario hanno aggiunto una fermata e alle 6 e mezza c’è una Freccia comoda per Roma – sottolinea lo storico apuano – ma per arrivare servono comunque tre ore e mezzo. Qualche mese fa, invece, hanno aggiunto un Frecciargento che fa lo stesso percorso partendo da Genova e passando da Firenze. Peccato, però, che a Massa non si fermi».
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Il treno attraversa la Versilia. La prima fermata è Forte dei Marmi, la seconda Pietrasanta. Lorenzo Gabrielli, 32 anni, è un pendolare della linea per Pisa. Sta ultimando il dottorato e lavora al Cnr. «Negli ultimi anni – spiega – i regionali sono stati incrementati, ma sulla sicurezza ci sono stati diversi problemi, specialmente a San Rossore. Fatti anche molto gravi a cui purtroppo ho assistito. Ora la situazione è migliorata, visto che al pomeriggio la Polfer è più presente lungo le banchine». Raggiungere Firenze e l’Alta velocità, da Pietrasanta, è scomodo. Lui lo sa bene. «Ci sono diverse corse dirette – continua il ricercatore, che è anche consigliere del Comune di Seravezza, nell’Alta Versilia – ma il problema sono le coincidenze con la dorsale. Le Frecce partono troppo a ridosso dell’orario di arrivo dei regionali a Santa Maria Novella e prendendo quella successiva bisogna attendere anche più di mezz’ora, pertanto spesso è molto più comodo scegliere la concorrenza, Italo».
Sono le 11,44 e il treno, pur partendo da Massa con 12 minuti di ritardo, è arrivato a Pisa Centrale con un minuto di anticipo. Un recupero che ha dell’incredibile, forse causato da orari troppo lunghi, soprattutto nella parte finale del tragitto. Ma che importa? Nulla, visto che la coincidenza è salva: ci aspetta alle 11,54 al binario due, dove il tabellone segna già cinque minuti di ritardo. Per fortuna per prendere la Freccia delle 13,38 il margine è ampio. Si parte. La Pisa-Firenze, del resto, è una delle linee migliori della Toscana. Il problema sono le coincidenze dalla costa, che spesso non consentono di prendere il collegamento no-stop che dalla Torre alla città di Dante impiega 48 minuti.
Piove. Le fermate scorrono: Pontedera, San Romano (dove l’orologio della stazione è rotto) e San Miniato. Il treno è un Vivalto a due piani con poche persone a bordo. «Ma la mattina – commenta Andrea, che è appena salito – da Empoli in poi si sta in piedi e non si passa». Ha ragione: noi del Tirreno lo abbiamo sperimentato la scorsa settimana, nella prima puntata di quest’inchiesta. Il regionale della mattina, il numero 3102, parte da Grosseto alle 5,25 in direzione di Santa Maria Novella, ma da Pisa in poi di posti liberi ne ha veramente pochi. E da Pontedera ed Empoli diventano introvabili. Figurarsi a Lastra a Signa, dove chi sale occupa il suo spazio vitale in stile metropolitana. Non la metropolitana d’Italia (come è chiamata l’Alta velocità), ma quella della Toscana. Che è una delle migliori regioni del Paese, è vero, con i treni che per altro sono abbastanza nuovi, ma dove i problemi purtroppo rimangono.
Lo sanno bene a Signa, dove ci stiamo fermando. Qui, nelle ore di punta, i pendolari viaggiano sempre in piedi. Per fortuna per pochi minuti, visto che Santa Maria Novella è veramente a un tiro di schioppo. Sono le 13,03: il regionale 23418, partendo in ritardo, anche stavolta è arrivato in anticipo. Lo schermo che dovrebbe indicare le coincidenze è rotto: anziché il tabellone degli orari ha una schermata bianca con un triangolo giallo e un errore di Windows, il sistema operativo che gli è stato installato. Ma fra meno di mezz’ora c’è il cambio con l’Alta velocità. Massa-Roma distano 4 ore e 10 minuti. Troppo, se da Firenze alla Capitale basta un’ora e venti.
@taglions
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