Il Tirreno

Toscana

La capitale della nautica da oggi ha il suo Salone

di Donatella Francesconi
La capitale della nautica da oggi ha il suo Salone

Dall’11 al 14 maggio la prima edizione del “Versilia Yachting Rendez-Vous” Sullo sfondo la guerra tra le due associazioni che tiene bloccati tre milioni

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VIAREGGIO. «Questo ci spetta»: più chiaro di così Enrico Rossi non poteva essere nel mettere il “bollino” della Toscana sul Salone della nautica made in Viareggio, 11-14 maggio, “Versilia Yachting Rendez-Vous”. «Una manifestazione che non toglie niente a nessuno – sono le parole con le quali il presidente della Regione entra a gamba tesa nelle polemiche degli ultimi mesi – ma una sua specificità nella produzione nautica di Viareggio e della Toscana. Si informino, quelli che ci attaccano...». Un pensiero al governatore della Liguria, un altro al Governo con il quale - assicura Rossi – «mi farò carico di parlare». Perché sul tavolo del ministro dell’economia ci sono tre milioni, destinati al settore nautico, che lo scontro tra le due associazioni di categoria Ucina e Nautica Italiana rischia di congelare.

«Se non c’è un accordo definitivo è colpa degli imprenditori della nautica» ammette il presidente di Nautica Italiana, l’emiliano Lamberto Tacoli, ieri mattina alla presentazione dell’evento di metà maggio, nello scenario delle darsene viareggine tuffate in un anticipo di primavera. «Ma il dialogo continua», assicura Tacoli: «Ed è necessario trovare subito la strada per liberare i finanziamenti disponibili per la nautica». I messaggi che arrivano da Ucina (Confindustria nautica) non sembrano ancora andare in quella direzione. Ma da Viareggio ieri è arrivato, forte, l’invito a sotterrare l’ascia di guerra: «Noi cerchiamo di fare tutto insieme e sono dispiaciuto che nell’ultimo anno si sia parlato d’altro, invece che di nautica», conclude Tacoli.

Obiettivo cento barche nella darsene Europa ed Italia, ma anche in parte dei pontili dell’approdo della Madonnina, vista sulla Passeggiata di Viareggio: una cinquantina di espositori a terra; eventi dedicati a cibo, auto, arte e design distribuiti tra Viareggio, Pietrasanta e Forte dei Marmi. Organizza Nautica Italiana che ha coinvolto Fondazione Altagamma e quella Fiera Milano che punta il ritorno all’utile nel 2017 dopo aver chiuso l’anno precedente (sono le cifre del cda di ieri) con una perdita netta consolidata di 22,9 milioni di euro. Al lavoro anche il Distretto tecnologico per la nautica e la portualità in Toscana, del presidente Vincenzo Poerio, e il Consorzio Navigo. «Sarà un evento – sono le parole di Poerio – per far conoscere come siamo bravi a costruire le nostre barche». Così bravi che – parlano i numero forniti da Poerio – «il 25% del totale mondiale delle imbarcazioni vendute è costruita a Viareggio. Che, con la Toscana, rappresenta il distretto produttivo dei grandi cantieri costruttori di yacht esportati in tutto il mondo. E le istituzioni ci supportano».

Perché, lo ha voluto ribadire Rossi, «tutte le manifestazioni fieristiche hanno un supporto pubblico». Che, in questo caso, passerà attraverso il protocollo che la Regione firmerà con il Comune del sindaco Giorgio Del Ghingaro. «Per qualche centinaia di euro» annuncia Rossi senza sbilanciarsi oltre. Alla domanda del “Tirreno” se il contributo andrà direttamente al Comune di Viareggio (che è in dissesto dal 2014), al Distretto o al Consorzio Navigo, Rossi risponde «non lo so, ancora non lo so». E proprio su questo passaggio chiede «trasparenza e chiarezza» l’interrogazione presentata in Regione dai consiglieri di Movimento Cinque stelle sottolineando quando l’evento viareggio si appresti ad essere «un momento importante, per consolidare l'ottima reputazione e posizione di mercato della nautica toscana».

Con uno sguardo a quell’occupazione da recuperare in un settore nel quale la crisi economica ha fatto danni importanti, falciando via centinaia di piccole imprese artigiane impegnate a vario titolo ed in buona parte della Toscana. Dove –ha ricordato Rossi – «lavorano 15.000 addetti, oltre un terzo di quelli italiani, impiegati in 2.900 aziende attive lungo l’intera filiera, dalla costruzione al refitting, dai servizi al turismo». Un comparto il cui fatturato, con 1,5 miliardi di euro, «rappresenta il 45% di quello italiano del settore» mentre «un quarto dei mega yacht che solcano i mari del mondo sono prodotti in Toscana». Prodotti «con le mani», ricorda il presidente di Nautica Italiana: «Perché le barche si fanno al 90% con le mani, con il lavoro dell’artigiano». Quel lavoro che il Salone di Viareggio si propone di portare, per una volta, alla luce del sole. E che sole...

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