Il Tirreno

Toscana

Slitta il salvataggio del delfino dell’Arno

di Danilo Renzullo
Slitta il salvataggio del delfino dell’Arno

Pisa, si aspetta il miglioramento delle condizioni meteo. Intanto sembrano peggiorare le macchie sul dorso del tursiope

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Le sue evoluzioni saranno osservabili ancora per pochi giorni. Poi, il delfino dell’Arno tornerà nel suo habitat naturale. O, almeno, questa è la speranza degli esperti e dei biologi marini che dallo scorso 31 dicembre monitorano gli spostamenti e le condizioni di salute del cetaceo che da oltre due mesi, favorito dallo strato di acqua salmastra che contraddistingue il fondale dell’Arno e dall’abbondanza di cibo, popola le acque cittadine.

Resistendo all’inquinamento, alle piene e al materiale trasportato dall’Arno (tronchi, rami e anche rifiuti) che nelle ultime settimane hanno provocato al cetaceo della specie tursiope numerose ferite.

Aggravate da una serie di infezioni (dovute anche alla scarsa presenza di sale nelle acque del fiume a differenza di quella marina) che hanno accelerato la decisione degli esperti di mettere in campo una maxi-operazione per accompagnare il mammifero marino verso il mare, nonostante non sia escluso l’eventuale ritorno verso la città come già avvenuto lo scorso 31 dicembre.

Quando, “spinto” a pochi metri dalla foce, è riapparso nelle acque dell’Arno dopo pochi giorni, risalendo pian piano il fiume fino ad arrivare nel tratto tra il ponte dell’Aurelia e quella della Ferrovia, dove si è ormai “stabilito” da molte settimane.

L’operazione, mai tentata prima e definita «estremamente delicata e complicata», sarà concretizzata tra il weekend e l’inizio della prossima settimana. Quando, almeno secondo le previsioni, le condizioni meteo e quelle dell’Arno dovrebbero migliorare.

Il summit tra il coordinatore dell’Osservatorio toscano per la biodiversità, i rappresentanti dell’Arpat, dei vigili del fuoco e della Guardia Costiera che si è svolto lunedì scorso ha costretto gli esperti a rimandare ogni tentativo di salvataggio del delfino a causa di condizioni meteorologiche considerate non favorevoli all’operazione. Nei giorni scorsi sono comunque stati effettuati i primi sopralluoghi per studiare al meglio tutti i dettagli.

Le prime prove tecniche hanno portato gli studiosi ad escludere l’uso dei dispositivi sonori che non hanno prodotto l’effetto sperato sul delfino dell’Arno.

L’animale sarà accompagnato verso il mare con il supporto di diverse imbarcazioni a motore che creeranno una sorta di barriera fisica e, in parte, anche sonora. Nonostante escoriazioni ed infezioni, il tursiope (tenuto sotto controllo quotidianamente dai biologici marini del Cetus,) non ha perso vitalità e la sua voglia di regalare spettacolo, anche se l’ingrossamento del fiume negli ultimi giorni lo sta costringendo a faticare non poco per rimanere nel tratto di acque tra il ponte dell’Aurelia e quello della Ferrovia e per cercare di evitare i tantissimi rami, tronchi ed oggetti trasportati (a velocità anche abbastanza elevata) dall’Arno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa