Finanza
Litiga col padre e lo accoltella
Dopo l’ennesima lite il figlio lo ferisce cinque volte mentre l’uomo è già nel letto che sta riposando
Litigavano da mesi. Padre e figlio, uno contro l’altro, senza che si sfiorassero: solo parole di fuoco. Ma ieri sera, dopo l’ennesimo testa a testa, quella tensione che ribolliva nella casa di via Dell’Aquila a Torre del Lago è esplosa. Leonardo Manfredi, 42 anni, ex “vigilino” della Mover - la società dei parcheggi a pagamento - ed ex operaio del festival Pucciniano, ora in cerca di un’occupazione - ha preso un coltello. E mentre il padre Giorgio Manfredi, 74, si trovava già a letto nonostante l’orario - erano circa le 20 - lo ha aggredito. Lo ha colpito quattro o cinque volte, sulla testa e sul corpo, mentre l’anziano in preda allo choc cercava di difendersi e di fuggire. Poi l’aggressore è scappato, mentre il padre gli urlava contro: «Bastardo maledetto».
LE GRIDA DEL BRAV’UOMO
Le grida dell’anziano hanno attirato i vicini: via Dell’Aquila è una classica strada di Torre del Lago, l’unica frazione di Viareggio, dove le case sono tutte una di fianco all’altra. Qui, dove ancora la comunità ha la dimensione del paese, non regna l’indifferenza. E infatti più di una persona è corsa in aiuto di Giorgio, «il brav’uomo». Una vicina, Barbara Giovannoni, lo ha aiutato a tamponare le ferite nell’attesa che arrivassero i soccorsi, chiamati dal marito. La vittima, stando alle ultime informazioni che i familiari sono riusciti ad avere dall’ospedale Versilia dov’è stato trasportato, dovrebbe riuscire a cavarsela. E l’aggressione non si è trasformata in una tragedia, come è accaduto pochi giorni fa a Lucignano, in provincia di Arezzo, dove un figlio, diciottenne, ha sparato, al padre. Dopo averlo ammazzato si è consegnato ai carabinieri confessando: «Doveva essere fatto». Come se fosse un evento inevitabile, dopo mesi di liti. A Viareggio, non c’è stato un omicidio. Il figlio di Giorgio, comunque, è stato catturato lo stesso dai carabinieri dopo una breve fuga: dovrà rispondere dell’accusa di tentato omicidio. E dovrà spiegare il perché di questo gesto.
L’ENNESIMA LITE
Alla base sembra ci sia l’ennesima lite. Non si sa quale sia stata la goccia che, secondo Leonardo Manfredi, ha fatto traboccare il vaso. E non si sa il perché tra padre e figlio i rapporti si fossero così guastati. Le incomprensioni familiari sono all’ordine del giorno; impossibile trovare una casa dove non ci siano discussioni e confronti anche accesi. I Manfredi sono torrelaghesi doc e da anni abitano in questa zona della frazione: sono conosciuti come persone tutto sommato tranquille, i vicini ideali in questo contesto di abitazioni dove tutti si conoscono. La loro vita, purtroppo, è stata turbata poco tempo fa da una perdita terribile: la moglie di Giorgio e madre di Leonardo è scomparsa di recente. Una tragedia che segna chiunque. E che non sembra aver facilitato i rapporti tra genitore e figlio. Divenuti via via sempre più complicati. Fino alla lite di ieri sera, per motivi al momento ignoti.
L’AGGRESSIONE
Sono circa le 20 quando Leonardo Manfredi prende il coltello. Il padre Giorgio è già a letto: i vicini lo definiscono un uomo tutto d’un pezzo, un ex saldatore del cantiere navale Sec che ha raccontato di essersi pentito per essere andato a caccia qualche volta. Una brava persona, insomma. Di quelle che sai che danno sempre un’occhiata in giro per evitare brutte sorprese. Giorgio è a letto quando il figlio Leonardo gli piomba addosso. Sono attimi di terrore, il coltello lo ferisce in cinque punti del corpo. Poi l’aggressore si dà alla fuga, mentre le urla dell’anziano uscito di casa richiamano il vicinato. Giorgio è in stato di choc: dal primo piano dove si trova la sua abitazione il sangue arriva persino nel pianerottolo sottostante. Un vicino, Marco De Novellis, è il primo ad accorrere: sua moglie Barbara cerca di calmare per quanto è possibile l’anziano, tamponandogli le ferite. A lei l’uomo dice: «Per favore, non chiamare nessuno». Ma questa premura, che solo un padre può avere, non può ottenere risposta. Arrivano i soccorsi che stabilizzano l’uomo: le sue condizioni sono gravi, ma la fibra lascia pensare che se la caverà. Il figlio viene preso e portato in caserma. I carabinieri si aspettano risposte.
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