FIRENZE. L'inchiesta sulla Consip - l'indagine sulle gare della centrale degli appalti della pubblica amministrazione, che vede coinvolto anche Tiziano Renzi - continua ad agitare la politica italiana. È scontro frontale, attraverso i propri blog, fra Beppe Grillo e Matteo Renzi.
L'ATTACCO DEL LEADER DEL M5S
Il leader del Movimento 5 Stelle, il comico Beppe Grillo, ha colto l'occasione per attaccare anche la stampa. "L'unica notizia vera - scrive sul suo blog - è la frase più infelice e stupida della storia, quella del rottamatore che riuscirà a rottamare solo il padre. Ma cosa vuol dire "per mio padre doppia condanna"? E poi, cosa significa questa girandola di accuse incomprensibili? Una cosa alla volta: sicuramente nessuno avrebbe mai pronunciato una frase del genere prima di oggi, che sia gente malata lo dico da sempre: arrivismo e sterile incapacità a riconoscere le emozioni proprie e degli altri". Lo scrive in un lungo post sul suo sito il comico genovese.
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"Se le reazioni di Renzi lo qualificano nella sua inettitudine morale, quelle dei giornali cosa significano? - prosegue il leader del M5S -. Siamo di nuovo al titolismo puro, alle allusioni, le ricostruzioni fantasiose di gruppetti senza alcun senso". "L'unica notizia è che Verdini, uno dei padri costituenti mancati dei sogni di gloria del menomato, ha preso 9 anni in primo grado. Ad ogni epoca il suo Pacciani, ed i suoi compagni di merende".
LA RISPOSTA DI MATTEO RENZI
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"Vedremo che cosa accadrà - ha risposto sul suo blog l'ex premier Matteo Renzi -. Mio padre ha reclamato con forza la sua innocenza, si è fatto interrogare rispondendo alle domande dei magistrati, ha attivato tutte le iniziative per dimostrare la sua estraneit ai fatti. Personalmente spero che quando arriverà la parola fine di questa vicenda, ci sia la stessa attenzione mediatica che c'è oggi. La verità arriva, basta saperla attendere". È quanto scrive sul suo blog Renzi, in una lettera destinata a Beppe Grillo sul caso Consip e suo padre. "In una trasmissione televisiva ho spiegato la mia posizione, senza reticenze. Da uomo delle istituzioni ho detto che sto dalla parte dei giudici. Ho detto provocatoriamente che se mio padre fosse colpevole meriterebbe - proprio perché mio padre - il doppio della pena di un cittadino normale. E ho detto che spero si vada rapidamente a sentenza perché le sentenze le scrivono i giudici, non i blog e nemmeno i giornali".
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Renzi ha proseguito: "Non voglio parlarti ad esempio di garantismo, quello che il tuo partito usa con i propri sindaci e parlamentari indagati e rifiuta con gli avversari. Quando stata indagata Virginia Raggi io ho difeso la sua innocenza che tale rimane fino a sentenza passata in giudicato. E ho difeso il diritto-dovere del sindaco di Roma di continuare a lavorare per la sua città. Ma noi siamo diversi e sinceramente ne vado orgoglioso". Lo scrive Matteo sul suo blog replicando a Beppe Grillo, sul quale, in coda alla lettera sottolinea: "Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Beppe Grillo".
PARLA TIZIANO RENZI
"Sono indagato, non posso dire niente". Così Tiziano Renzi ai giornalisti dall'interno della sua abitazione a Rignano sull'Arno, il giorno dopo l'interrogatorio davanti ai pm di Roma e Napoli. "Come sta?" chiedono i cronisti al di la' della porta a vetri che rimane chiusa. "Mi è venuta anche la tachicardia", dice il padre dell'ex premier, salutando e allontanandosi dalla porta.
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Il suo avvocato, Federico Bagattini, ha ricevuto l'incarico di svolgere indagini difensive nel cui ambito ascolterà l'ad di Consip, l'ex assessore al Diritto alla salute della Regione Toscana, Luigi Marroni. Lo rende noto lo stesso legale con una nota. Il mandato, spiega, "al fine di contribuire all'accertamento della verità" di "esperire indagini difensive ai sensi dell'art. 391 bis ccp e procedere a intervista delle persone informate sui fatti, tra cui l'ing. Luigi Marroni".