Toscana
La beffa per i giovani agricoltori
I soldi del bando pubblico non arrivano. La testimonianza: «Ci siamo indebitati»
FIRENZE. «Qui non c'è nessun contributo a fondo perduto per giovani che vogliono aprire un’azienda agricola. Dalla Regione non arriva niente di quanto garantito nel bando e io mi sto indebitando con le assicurazioni per pagare quello che dovrebbe essere saldato dall’ente regionale». Davide Contessa abita a Zeri, in Lunigiana, ed è su tutte le furie. Si sente preso in gir. Quella bella idea di mettere in piedi un’impresa agricola nelle campagne della Lunigiana sta diventando un fardello troppo pesante. Affittare un campo, coltivarci ortaggi e allevare allo stato brado le pecore di razza zerasca. Più che un’azienda sostenuta dalla Regione per dare lavoro a giovani disoccupati, si sta rivelando una beffa.
LA STORIA DEL PACCHETTO “FANTASMA”. Il figlio disoccupato della compagna di Davide Contessa partecipa al Pacchetto Giovani 2016 per diventare giovane agricoltore e Davide come patrigno gli dà una grossa mano: lo aiuta nell’elaborazione del progetto, mette in fila i 60mila euro del preventivo. Tutto come richiesto da bando. Fino a quando arriva la bella notizia: ragazzo è il vincitore. Ma i soldi della Regione non arrivano. Del contributo a fondo perduto nemmeno l’ombra. Da Artea, l’ente pagatore della Regione, nessun segnale. E il pacchetto si rivela una scatola vuota dalle conseguenze paradossali. Davide è costretto a indebitarsi per saldare quanto dovrebbe essere coperto dal contributo regionale. «Affitto del campo, iscrizione alla Camera di Commercio e all’Inps. Sto sborsando tutto di tasca mia: per ora circa 6mila euro. Ma quello che mi fa più arrabbiare - dice Contessa - è che sarò costretto anche ad aprire un’assicurazione fidejussoria con la Coldiretti che si appoggia alla Cattolica. Insomma. Devo pagare io quando è la Regione che dovrebbe sborsare».
UNA “BEFFA” CHE SI RIPETE. Non c'è solo la storia di Davide Contessa. Il Pacchetto Giovani si è rivelato una farsa anche per molti altri ragazzi aspiranti agricoltori. La Regione ha saldato il finanziamento solo a 123 su 986 vincitori (il 12,4%). Col “danno e la beffa” perché c’era da aprire la partita Iva, si è dovuto spendere in consulenze per farsi redigere un progetto imprenditoriale. Mentre il sogno dell’azienda agricola rimane “al palo” perché la Regione non mette i soldi come stabilito da bando. A scoprire la “beffa” è stato il M5S in consiglio regionale. E non era nemmeno la prima volta. La Regione c’era cascata anche nel 2015.
In quel bando arrivarono 1.761 domande e a fronte della graduatoria solo 656 furono ammesse ad un finanziamento che al 6 dicembre era arrivato solo a 508 di questi. «Praticamente a 13 mesi dalla presentazione della domanda - data limite 2 novembre 2015 - la Regione aveva ancora da saldare 113 domande», dice Galletti. Ci fu un’interrogazione dei 5stelle per conoscere i motivi dei ritardi. L’assessore Remaschi rispose correggendo lo stanziamento da 40 a 100 milioni.(s.b.)
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