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Vuole arrestare il marito dell'amante, magistrato nei guai a Firenze

Vuole arrestare il marito dell'amante, magistrato nei guai a Firenze

La donna aveva denunciato l'ex compagno per maltrattamenti. Il pm, che avrebbe una relazione con lei, aveva poi chiesto i domiciliari per il medico diventato suo "rivale"

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FIRENZE. Dopo aver avviato una relazione con la moglie di un medico, un pm di Firenze, Vincenzo Ferrigno, avrebbe chiesto la misura degli arresti domiciliari nei confronti del dottore, nel frattempo diventato suo "rivale". Sulla vicenda, in seguito all'esposto presentato dal medico, la procura di Genova ha aperto un fascicolo sul magistrato di Firenze. Tutta la vicenda, riferita da due quotidiani, ha origine dal percorso di separazione tra il dottore e la moglie, anche lei dottoressa.

Secondo la ricostruzione, nel luglio 2015 la donna, madre di due minori, ha sporto denuncia ai carabinieri dopo una violenta discussione con il marito affermando che l'avrebbe minacciata anche di morte. Il magistrato, ora sotto accusa, a cui viene all'epoca assegnato il fascicolo ha ritenuto che non vi fossero elementi per sostenere l'accusa. Nel frattempo, anche il marito ha risposto alle accuse della moglie con una propria querela. A giudizio del pm Ferrigno, in quel momento, stava accadendo quello che purtroppo accade tra molte coppie che si stanno separando. Il pm ha quindi chiesto l'archiviazione una prima volta e anche una seconda volta. Ma il giudice per le indagini preliminari aveva imposto ulteriori accertamenti.

A quel punto, il pm aveva deciso di sentire i protagonisti e aveva conosciuto la dottoressa con cui, secondo l'esposto, avrebbe instaurato una relazione. Poco dopo, il magistrato avrebbe chiesto per il marito accusato di maltrattamenti gli arresti domiciliari. Nell'esposto contro il magistrato fiorentino, fascicolo trasferito per competenza alla procura di Genova e in cui si ipotizza il reato di corruzione, il medico ha allegato le foto scattate da un investigatore privato in cui sarebbe ritratta la moglie - persona offesa del reato di maltrattamenti - che entrava in più occasioni, anche di notte nella casa del giudice e che vi si tratteneva per ore.

Nel frattempo, il procedimento relativo all'accusa di maltrattamenti nei confronti della moglie è andato avanti e mercoledì 18 gennaio, all'udienza preliminare, il gip, su richiesta di un altro pm, ha disposto il rinvio a giudizio del medico.

Già nel settembre scorso la procura di Firenze, ricevute informazioni sulla relazione tra il magistrato e la dottoressa parte offesa nel procedimento contro il marito medico, ha trasmesso il fascicolo sull'intera vicenda alla procura di Genova. Atto dovuto messo in pratica subito dopo la presentazione dell'esposto da parte del medico, difeso dall'avvocato Massimiliano Manzo di Firenze. Alla denuncia furono allegati le fotografie e i filmati realizzati nei pedinamenti della donna da parte dell'investigatore privato.

Sempre nel settembre 2016, dopo la presentazione dell'esposto, in procura fu stabilito di passare l'inchiesta per maltrattamenti a un altro pm.  Invece, la competenza per un'eventuale azione disciplinare da aprire nei confronti del magistrato spetta sia al ministro della Giustizia, sia al procuratore generale presso la corte di cassazione, che in queste circostanze agiscono in modo autonomo, con iniziative che rimangono sia distinte tra loro sia indipendenti dal procedimento penale di cui  diventata competente la procura di Genova.

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