Il Tirreno

Toscana

INDUSTRIALE DI PRATO A PROCESSO

Inventa finte nozze con una ballerina per non farsi lasciare

di Cristina Orsini

PRATO. Organizza nei minimi dettagli un falso matrimonio con una ballerina da night più giovane di 28 anni, viene scoperto e finisce davanti al giudice del tribunale monocratico. È la singolare...

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PRATO. Organizza nei minimi dettagli un falso matrimonio con una ballerina da night più giovane di 28 anni, viene scoperto e finisce davanti al giudice del tribunale monocratico.

È la singolare disavventura giudiziaria che vede protagonista un imprenditore tessile di Prato, 55 anni, accusato di sostituzione di persona, truffa e usurpazione di titolo per avere indotto un suo amico, rimasto per altro sconosciuto, a vestire i panni di sindaco, con tanto di fascia tricolore, e celebrare il matrimonio farlocco.

Tutto come in una commedia degli inganni, invece è accaduto davvero e ieri in un’aula al primo piano del palazzo di giustizia, davanti al giudice Lunghi, al pm Egidio Celano, la moglie mancata, una kazaka di 34 anni, ha ricostruito, quasi in lacrime, rapporto, convivenza, falso matrimonio e la scoperta della beffa.

L’imprenditore, assistito dagli avvocati Ugo Fanti e Luigi Bigagli, conosce la bella kazaka che lavora in un night di Montecatini, una sera del giugno del 2011. Si piacciono, si frequentano, si innamorano (almeno lei) e cominciano una convivenza che dura qualche mese. Un passo indietro: l’imprenditore è già sposato ed è in fase di separazione. Vivono in una bella casa di Poggio a Caiano e quando l’ex ballerina gli chiede qualcosa in più, di fare il grande passo, l’imprenditore non riesce a dire la verità e anzi accetta di metterle l’anello al dito e si prodiga nell’organizzazione delle nozze.

Il falso matrimonio viene celebrato nell’ottobre dello stesso anno, in una villa privata di Poggio. Un matrimonio coi fiocchi, per il quale l’imprenditore certo non bada a spese: c’è il sindaco con la fascia tricolore (un amico dello sposo che di sicuro mai è stato un amministratore pubblico), ci sono i testimoni, decine e decine di invitati. C’è addirittura la diretta Skype con i parenti della sposa che seguono la cerimonia dal Kazakistan. Poi il brindisi e la grande cena in un ristorante di Prato. La festa è vera, il resto no. Come viene fuori la clamorosa messa in scena? Quando l’ex ballerina, nel marzo del 2012, deve approntare tutta la documentazione per il rinnovo del permesso di soggiorno. Va nel municipio di Poggio a Caiano, chiede il certificato di matrimonio e allo sportello cadono dalla nuvole.

Di lì a qualche giorno la situazione esplode, la verità viene a galla, la coppia scoppia e parte la denuncia. Il processo non è terminato. È stato rinviato al 7 aprile per la deposizione dei testimoni e l’interrogatorio dell’imprenditore. Dirà la sua e bisognerà ascoltarlo con attenzione.

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