Gioco
L'alfabeto per l'anno che viene - l'editoriale del direttore
Auguri, sì partiamo dagli auguri per compilare questo alfabeto di fine anno (inevitabilmente incompleto) dedicato ai lettori del Tirreno. Fanno sempre piacere gli auguri; sono gratis e dunque si spendono bene in un mondo segnato dall'avidità e dalle diseguaglianze sociali.
Banche, il buco nero di un sistema economico-finanziario accondiscendente coi potenti, inflessibile coi deboli. Con Etruria un anno fa Renzi perse la sua innocenza; con Mps Gentiloni recita la parte del salvatore dei risparmiatori. Nel mezzo c'è chi si è arricchito senza merito e chi ha perso tutto senza colpa o quasi.
Cultura, già da domani Pistoia si prende la sua rivincita sulle più gettonate Firenze, Pisa, Siena. Diventa capitale nazionale della cultura. Un titolo da riempire di contenuti in una terra, la Toscana, dove il bello e il buono hanno modellato la civiltà europea. Sapremo superare antichi e gloriosi campanili per ritrovarci insieme in una sfida culturale destinata a durare tutto un anno? Speriamo.
Democrazia, siamo cresciuti nella convinzione che fosse un bene acquisito per sempre, almeno in Europa e negli Stati Uniti. Invece elezione dopo elezione, con l'arma più democratica che abbiamo nelle nostre mani, il voto, la stiamo ferendo a morte. Distrattamente.
Elezioni, ma sì votiamo quanto prima possibile perché questo tormentone che tanto appassiona i temporanei inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama non si regge. Ché di sentir parlare quasi esclusivamente di legge elettorale - senza invece affrontare i temi del lavoro, dello sviluppo e dell'occupazione - si contribuisce a sfibrare il già debole tessuto democratico.
Fotocopia, sinonimo di governo. Ieri c'era Renzi, oggi c'è Gentiloni; a parte i toni di voce, trova la differenza. Ma a volte le fotocopie si rivelano utili, molto più utili dell'originale. Dipende dall'uso che se ne fa.
Grillini, di serie A e di serie B. Se la Raggi a Roma combina sfracelli, ecco che il blog di Beppe si ricorda della Livorno di Nogarin perché l'immobile Filippo al confronto con Virginia la casinista può essere spacciato (quasi) per un bravo amministratore. Per poi tornare nell'oblio.
Immigrazione, ci ostiniamo a considerarla un'emergenza mentre è fenomeno strutturale destinato a durare negli anni. Oscilliamo tra il buonismo inconcludente e il razzismo a fini elettorali. Non abbiamo una politica chiara; scarichiamo così nelle città e nei piccoli borghi le tensioni di una crisi sociale senza sbocco.
Mattarellum, la legge elettorale con la quale si è votato nel 1994, nel 1996 e nel 2001. Prende il nome dall'attuale inquilino del Quirinale. Funzionava bene nel sistema bipolare perciò Berlusconi e i suoi la cancellarono. Poteva essere riproposta con qualche modifica un anno fa ma Renzi e i suoi hanno preferito l'Italicum, l'unico sistema elettorale con cui mai si voterà.
Odio, sentimento dominante del fanatismo islamico. Odiano l'Occidente, le nostre culture, i nostri stili di vita, le nostre traballanti istituzioni più di quanto noi occidentali siamo capaci di difenderle.
Populismo, mentre entriamo nel decimo anno della Grande Crisi le parole d'ordine populiste proliferano nelle svariate declinazioni nazionali. Proletari impauriti e ceti medi impoveriti si affidano a chi prospetta scorciatoie apparentemente facili. Mentre il pensiero debole della sinistra riformista lascia campo libero agli avventurieri.
Referendum, risultato netto: 60 a 40. La vecchia cara Costituzione confermata a furor di popolo. Ma al tavolo di poker della politica sono pronti in tanti a rigiocarsela comprando e vendendo diritti e principi. Vincitori e sconfitti, tifosi del No come del Sì; avanti con il prossimo giro di carte.
Sud, è resuscitato il ministero, piccola variante del governo fotocopia. Ulteriore indizio che le elezioni politiche si avvicinano.
Tirreno, il nostro/vostro giornale compie centoquaranta anni nel 2017. Regnava ancora Vittorio Emanuele II e Pio IX da appena sette anni era solo papa e non più re, quando il maremmano Giuseppe Bandi, mazziniano e garibaldino, pubblicò il primo numero del quotidiano che allora si chiamava Telegrafo. Sono tramontati regni, regimi e potenti di ogni colore, ma il Tirreno è sempre fedele ai suoi lettori nel raccontare la cronaca che si fa storia.
Unione Europea, prima le elezioni in Olanda, poi in Francia e in Germania. Forse in Italia. Resisterà la UE ai suoi errori e alle sue politiche economiche così punitive nei confronti dei ceti più deboli?
Zar Putin, neppure ai tempi dell'Unione Sovietica la Russia aveva avuto tanto spazio nello scacchiere internazionale a noi più vicino: la Turchia (che è pur sempre membro della Nato) e il Medio Oriente. Negli Usa, uscito di scena Obama, c'è l'amico Trump. Oriente e Occidente si tendono la mano, la mano di oligarchi spregiudicati e affaristi. Abbiamo tanto bisogno di auguri insomma per questo 2017 che inizia domani. Doppiamente buona domenica, allora, a tutti.
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