«Per favore scenda» e sui mezzi pubblici scatta la violenza
In Toscana le aggressioni su treni e bus non conoscono sosta Zavanella (Ctt nord): «Ogni giorno 2-3 di noi sono in malattia»
Quando calano le tenebre e la situazione può diventare incandescente hanno paura perfino di chiedere il biglietto. Figuriamoci di provare a farlo pagare. Autobus, treni. I controllori (ma anche gli autisti) che lavorano sui mezzi pubblici, sanno benissimo di rischiare la vita ogni giorno. In un mondo senza regole, dove perfino il buon senso a volte si paga con un pugno in faccia. È successo – solo per citare alcuni recenti episodi – a Viareggio, Carrara, Livorno e in Versilia. Il biglietto scaduto, il cane senza museruola che non può salire a bordo, un inseguimento dopo un furto messo a segno ai danni di un passeggero. Tutti motivi validi, oramai, per prendersela contro un povero controllore o capotreno che sta facendo il proprio lavoro. Da solo, spesso, e senza la possibilità di essere raggiunto rapidamente da un militare o da un agente delle forze dell’ordine.
Il presidente di Ctt nord, Andrea Zavanella, lo sa bene. E purtroppo da quando si è insediato da due anni a questa parte registra anche un’escalation delle aggressioni, nel numero, ma soprattutto nella loro efferatezza. «Ho la percezione di un aggravamento della situazione – conferma il manager della compagnia toscana – e le aggressioni per certi versi stanno anche peggiorando. Noto che si verificano in modo totalmente gratuito e in generale vedo un deterioramento della società in cui viviamo. Ci chiediamo continuamente come fare per risolvere o quantomeno arginare questo grave problema: ogni giorno almeno 2-3 dipendenti sono in malattia per le aggressioni rimediate a bordo». Le risposte – anche a detta dello stesso presidente – difficilmente possono essere risolutive, visto che le insidie ahimè si nascondono ovunque. «Abbiamo stipulato un contratto con le assicurazioni per installare telecamere fuori e dentro gli autobus – spiega Zavanella – ma bisognerà poi verificare nei fatti se costituiranno davvero un deterrente». In provincia di Massa Carrara, invece, Ctt nord sta studiando un piano di collaborazione con le forze dell’ordine, per far salire la polizia a bordo di alcuni mezzi. «Mentre sia a Prato che a Pisa – continua il presidente del consorzio – insieme a due controllori utilizziamo un vigilantes e difficilmente, in questi casi, quando salgono a bordo scoppia il caos».
È chiaro, però, che per motivi economici le scorte non possono essere frequenti. Come quelle sui treni, che nell’ultimo periodo sono state intensificate. «Dall’inizio dell’anno – spiega Pasquale Fiocco, dirigente del compartimento polizia ferroviaria della Toscana – abbiamo realizzato 100.000 controlli, più che nello stesso periodo dell’anno scorso. Sono state arrestate 100 persone e denunciate 180. Numeri costanti, se non aumento».
Proprio su un treno, a Viareggio, domenica scorsa un controllore è stato aggredito da un ladro che aveva appena rubato il portafogli a un passeggero. L’uomo, straniero, è poi scappato sgattaiolando sotto il convoglio fermo in stazione. Secondo Trenitalia, tuttavia, le aggressioni più efferate per fortuna sono in calo: 11 erano nel 2015, sei lo sono state da Capodanno ad oggi. Ma anche quelle meno violente sono diminuite: 78 contro 43, come pure i furti di rame (passati addirittura da 221 a 12) e l’evasione sui convogli (dal 4 al 2,6 per cento). Ma se lungo i binari i dati sono più confortanti, la paura resta. E resta, naturalmente, anche sui pullman. «Dobbiamo capire innanzitutto chi abbiamo di fronte – dice un controllore che preferisce rimanere anonimo – e al massimo provare a farlo scendere con una risata». Perché altrimenti, sulle strade e i binari della Toscana, il rischio costante è quello di essere presi a pugni.
@taglions
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