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Toscana

L'esperto pisano: «Dopo il terremoto di magnitudo 4.0 è probabile che ci siano altre scosse»

Carlo Meletti, responsabile del Centro di pericolosità sismica dell'Ingv
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Carlo Meletti, responsabile del Centro di pericolosità sismica dell'Ingv

Carlo Meletti, esponsabile del Centro di pericolosità sismica dell'Ingv, parla a poche ore dal sisma con epicentro sull'Appennino tosco-emiliano che si è sentito anche in Toscana

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BARGA. Una scossa di magnitudo 4, della stessa intensità e nello stesso luogo dove nel 1892 si verificò un altro terremoto: provincia di Reggio Emilia, comune di Villa Minozzo. Pochi danni, ma tanta paura. Ma quella, assicura Carlo Meletti, responsabile del Centro di pericolosità sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), non è una zona a rischio sismico. “Quello del 1892 – spiega l’esperto – è l’unico terremoto forte che sia stato avvertito nella storia”.

Quindi possiamo escludere che se ne verifichino altri?

“No. Oggi (9 dicembre, ndr) e domani è molto probabile che si verifichino altre scosse più piccole. Dopo un terremoto di magnitudo 4 vengono sempre avvertite altre scosse di assestamento. Però saranno scossette. Quella zona non è a rischio sismico. Vengono avvertiti più forti i terremoti con epicentro in Garfagnana, come quello del 1920”.

Quale faglia si è attivata questa volta?

“Difficile dirlo, perché si tratta di faglie piccolissime piazzate tra il grosso sistema di faglie sotto la Garfagnana e quelle che stanno nel lato emiliano e vanno verso la pianura Padana. L’epicentro disterà circa 30, 40 chilometri dalla faglia toscana”.

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Fino a dove è stato avvertito il terremoto?

“È stato avvertito in diverse zone perché era di intensità forte. La profondità poi, come sempre in quelle zone, era di circa 8 chilometri. Lo hanno avvertito da La Spezia fino alla Versilia poi in altre province dell’entroterra”.

Un terremoto forte in quella zona può provocare danni in Toscana?

“Potrebbe, ma è da escludere un terremoto forte, perché storicamente non se ne sono mai verificato”

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