«Non avevo esperienza solo timore di sbagliare»
LIVORNO. «Il sostegno. Sì, me lo immaginavo. Ma sarò in grado? Riuscirò a entrare in contatto con lui o con lei? Si fiderà di me? È l’unico problema che si è posto». Emiliano Orsini, architetto e...
LIVORNO. «Il sostegno. Sì, me lo immaginavo. Ma sarò in grado? Riuscirò a entrare in contatto con lui o con lei? Si fiderà di me? È l’unico problema che si è posto». Emiliano Orsini, architetto e insegnante livornese di 42 anni, quando a metà novembre ha ricevuto la convocazione per una supplenza annuale nel sostegno nelle scuole di Livorno. Non aveva esperienza con i disabili. Non aveva nemmeno esperienza nell’insegnamento: la prima domanda di messa a disposizione l’aveva fatta nel 2011, ma non è mai stato chiamato, fino allo scorso anno quando, però, ha rifiutato. Quest’anno di convocazioni ne ha ricevute a valanga. A fine ottobre ha accettato la supplenza in “arte e immagine”, la sua materia, nelle scuole medie di Capraia isola, dove insegna il lunedì e il martedì. Poi è arrivata quella per il sostegno, nonostante non abbia l’abilitazione. «Immaginavo che il primo incarico sarebbe stato quello - racconta Emiliano - e l’unico problema che mi sono posto è se fossi all’altezza. Il sostegno richiede delle competenze specifiche che io non avevo. Fortunatamente poi ho trovato un contesto di collaborazione e concertazione nelle scuole». E a contatto con i bimbi disabili poi ha scoperto il lato bello del sostegno. «Forse - dice - dà ancora più soddisfazioni dell’insegnamento di materie. Si creano legami più profondi, di fiducia. Anche con i genitori. È bello vedere che quella persona si apre a te, fare un percorso, notare i suoi progressi. Sono emozioni uniche».
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