Gioco
«Io, una prof a scadenza quest’anno ho rifiutato»
CASTELNUOVO DI GARFAGNANA. «Sono stanca. Questo è il lavoro più bello al mondo, ma non ti mettono nelle condizioni di lavorare bene. Sempre contratti a scadenza. Un mese, due. Con alunni che devi...
CASTELNUOVO DI GARFAGNANA. «Sono stanca. Questo è il lavoro più bello al mondo, ma non ti mettono nelle condizioni di lavorare bene. Sempre contratti a scadenza. Un mese, due. Con alunni che devi abbandonare appena hai imparato a conoscerli. Non ce la faccio più a lavorare così». Quest’anno Anna Rita Tortelli, insegnante di Castelnuovo di Garfagnana, non se l’è sentita di lasciare un percorso a metà. Di dire al bimbo o alla bimba di turno: «Scusa, ora me ne devo andare. Arriverà un’altra insegnante che si prenderà cura di te». E pronte le valigie, via da quella scuola come se non ci fosse mai stata. Così, quando ha ricevuto le convocazioni per la supplenza in sostegno “fino ad avente diritto” - cioè fino a quando non verrà nominato il supplente annuale -, ha declinato l’offerta. Ha preferito il buio. A 55 anni.
La prima volta che la chiamarono per fare sostegno non aveva né abilitazione né esperienza. «Non ti dicono nulla - spiega - Ti mandano in una scuola, con bimbi autistici o schizofrenici, senza nessuna indicazione. E tu devi capire da sola come riuscire a entrare nel loro mondo». E così per dieci anno ha fatto l’insegnante di sostegno. Supplenze annuali, perlopiù. Mai un contratto più lungo, però. Quest’anno un altro passo indietro. «Mi proponevano tutte supplenze fino ad avente diritto - racconta - Ma non sapendo se poi sarei rimasta, non ho accettato. Non potevo abbandonare dopo un mese o due l’alunno». Così ha rifiutato. E ora insegna in una scuola materna. Fino a giugno, sia chiaro.
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