Il Tirreno

Toscana

I supplenti dei supplenti altro che assunzioni...

di Melania Carnevali
I supplenti dei supplenti altro che assunzioni...

A due mesi e mezzo dall’inizio delle lezioni mille cattedre ancora vacanti Le nomine sono in ritardo. E il sostegno va agli insegnanti senza abilitazione

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LIVORNO. Doveva essere la rivoluzione copernicana della scuola. La riforma che avrebbe risolto una volta per tutte il problema del precariato degli insegnanti. E invece la Buona scuola non poteva creare anno più precario: le classi sono ancora piene di “supplenti fino all’avente diritto”, ossia i supplenti dei supplenti. Il precariato al quadrato. In Toscana sono mille gli insegnanti tappabuchi in attesa delle nomine annuali. E poi chissà. Se sono in alto, nelle graduatorie, possono sperare nel contratto fino a giugno. Altrimenti ciao. E al loro posto entreranno i supplenti “aventi diritto”.

Tutto a due mesi e mezzo dall’inizio della scuola. Tra un mese in alcuni istituti inizieranno gli scrutini, ci saranno le pagelle e a compilarle probabilmente saranno insegnanti che a malapena conosceranno i nomi degli alunni. Tutta colpa di un meccanismo di assunzioni schizofrenico che ha accumulato ritardi su ritardi. Le assunzioni quest’anno dovevano avvenire il 50% con le graduatorie ad esaurimento (GaE) e il 50% con il concorso, che aveva la precedenza su tutto. Ma il concorsone è nato male. Il manifesto della Buona scuola prevedeva un piano straordinario d’assunzione da 150mila posti in tutto il Paese (che poi alla fine sono stati la metà) per gli iscritti nelle vecchie graduatorie GaE e un concorso per tutti gli altri precari. Questo sarebbe dovuto essere bandito entro il 1° dicembre 2015. È arrivato a fine febbraio. Fosse solo questo: con le mobilità sono partiti ricorsi e controricorsi. Ed ecco la paralisi. I supplenti dei supplenti sono ancora in aula. In attesa. Non ovunque: in alcune province le nomine sono concluse. A Lucca invece di posti da assegnare ce ne sono ancora 500 circa, dice il segretario provinciale della Flc Cgil, Fabrizio Rocca, a Massa-Carrara 200. Un discorso a parte va fatto per il sostegno. I ritardi, qui, sono endemici ma quest’anno hanno toccato l’apice. Il presupposto è che mancano gli insegnanti. I corsi per l’abilitazione erano bloccati da anni e solo nei giorni scorsi il Miur ha pubblicato il bando.

Al loro posto sono stati chiamati insegnanti senza abilitazione. Molti non hanno risposto alla chiamata, proprio perché le nomine delle materie non sono ancora terminate. «Gli insegnanti aspettano di sapere se riusciranno a insegnare la loro materia prima di accettare il sostegno», dice Giuseppe Follino, dei Cobas Scuola. E così, intanto, gli alunni disabili sono rimasti senza insegnante.

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