Gioco
Gli sbadati di Pisa Lavori da finire ma tolgono i ponteggi
Si erano dimenticati il decoro dei finestroni del museo Ora vanno trovate le maestranze, arriva l’ottava proroga
PISA. Avevano iniziato a smontare il cantiere, e per questo sembrava la volta buona. Una sorta di regalo di Natale in anticipo: dopo oltre tre anni, Piazza dei Miracoli finalmente senza più quel lungo cantiere a coprire la facciata del museo delle Sinopie. Poi qualcuno dev’essersi accorto che dovevano essere ancora ritoccati i finestroni. «Qui servono i decoratori».
E così, anziché fare la felicità dei turisti che a migliaia ogni giorno si scattano foto e selfie tra i monumenti più famosi del mondo, l’Azienda ospedaliera pisana (competente per il cantiere confinante con l’area del Santa Chiara) ha chiesto una proroga dei lavori: altri due mesi, fino al prossimo 31 gennaio.
Per essere precisi, si tratta addirittura della proroga numero otto. Una sequenza infinita attraverso la quale l’intervento di restauro che doveva durare un anno ha già superato i tre. Altro che inizio della rimozione dei ponteggi, vista alcuni giorni fa un po’ come un cominciare a scartare quel regalo natalizio. «La domanda, come si dice, sorge spontanea: ma in tutti questi anni non c’è stato il tempo per completare l’intervento alle finestre?», chi pone l’interrogativo è Gianmarco Boni, coordinatore dei bancarellai che vendono i souvenir in piazza Manin. Quelli che avevano dovuto lasciare il loro posto in piazza Duomo proprio perché ostacolavano (motivi di sicurezza, anzitutto) l’allestimento del cantiere alle Sinopie, museo sotto la gestione dell’Opera della Primaziale, l’ente che sovrintende i monumenti di Piazza dei Miracoli.
Le due vicende in effetti procedono di pari passo, strettamente connesse. Un intreccio che si trascina dal 30 aprile 2012, data dell’ordinanza con la quale il Comune trasferiva le 42 bancarelle sistemate lungo la facciata del museo ed il muro che divide la piazza dall’ospedale Santa Chiara per consentire i lavori. Dopo un lunghissimo scontro legale con i bancarellai, nel settembre 2013 il trasloco forzato (con tanto di intervento della polizia) e poi ad ottobre dello stesso anno l’inizio dell’intervento di restauro.
L’ordinanza originaria prevedeva che il trasloco degli ambulanti fosse temporaneo e legato al termine del cantiere. Ma le cose in questi anni sono cambiate. La firma di un’intesa tra Comune, Regione e Sovrintendenza impedisce, intanto, il rientro dei banchi in piazza anche a conclusione dei lavori; va infatti atteso il responso del Comitato interistituzionale per il decoro chiamato ad individuare «le aree nelle quali sono da considerarsi vietati gli usi e le attività non compatibili con la loro tutela e valorizzazione».
In pratica, sarà questo organo a decidere se i banchi sono compatibili con il decoro della piazza e, nel caso non lo siano, mettere la parola fine su ogni ipotesi di rientro.
«Tutti continuavano a dire che i lavori erano finiti, ma il cantiere non veniva smontato, per questo abbiamo cominciato a credere ad un’ulteriore proroga», dice Boni che sembra tutto fuorché sorpreso. «Senza considerare il pochissimo personale - insiste il coordinatore dei bancarellai - che abbiamo sempre visto lavorare sui ponteggi. Se il committente fosse stato un privato che pagava l’occupazione pubblica del cantiere, sicuramente il lavoro sarebbe già finito da tempo».
Sta di fatto che per vedere la piazza libera dalle impalcature bisognerà attendere come minimo la fine di febbraio. Coincidenza vuole che in quella data anche per il comitato interistituzionale per il decoro scadano i tre mesi di proroga concessi dalla Regione per decidere sulla compatibilità o meno delle bancarelle con Piazza dei Miracoli. «Il prefetto, il sindaco o qualcun altro dovrà prima o poi chiamarci per darci notizie sul nostro futuro», insiste Boni. Tra proroghe, burocrazia e finestroni, forse lo vorranno sapere anche i cinesi, per scattare finalmente foto senza ponteggi nella piazza delle meraviglie.
Francesco Loi
Daniele Benvenuti
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