Il Tirreno

Toscana

Il Garante censura la società “Alma” per i dati personali

di Ilaria Bonuccelli
Il Garante censura la società “Alma” per i dati personali

Per accedere ai servizi era obbligatorio dare l’assenso Ma l’Autorità interviene e intima lo stop: istruttoria in corso

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ROMA. Non hanno avuto scelta. Per accedere ai servizi di Alma Trading - società dell’energia - i clienti sarebbero stati obbligati a concedere i propri dati per le offerte commerciali. Senza il consenso “obbligato” , niente servizi. Ma il Garante della Privacy interviene. E vieta ad Alma di utilizzare i dati così raccolti con la campagna “Abbassa la Bolletta”. Non solo. Impone alla società Linea più di richiedere uno specifico consenso ai clienti acquisiti da Alma, con la cessione del ramo di azienda del gas metano.

DATI, TRATTAMENTO ILLECITO

Non riguarda solo la telefonia, dunque, la gestione «illecita» - così la definisce il Garante della Privacy - di dati personali. Dopo le censure a Tim e Wind, l’Autorità si occupa anche delle società di energia. E lo fa sulla base di specifiche segnalazioni. Due utenti lamentano al Garante che, al momento di registrarsi al sito www.almaenergia.com «per usufruire di alcuni servizi di Alma, risultava necessario manifestare il consenso al trattamento dei dati per finalità promozionali. Tale manifestazione di volontà, unica e omnicomprensiva, riguardava, sia il trattamento dei dati per le finalità promozionali che per quelle connesse all’esecuzione del contratto».

VERIFICHE DELLA FINANZA

Il Garante imposta un’istruttoria preliminare, poi verifiche specifiche sul sito vengono effettuate dal nucleo Privacy della Guardia di Finanza che simula accessi al sito di Alma, attraverso il servizio “Sportello on line”. La procedura è chiara: tutti i clienti che non hanno una partita Iva devono lasciare una mail e (facoltativamente) un numero di telefono (fisso o mobile). Questa - riporta la Guardia di Finanza in un verbale - è la condizione per il cliente che voglia gestire la propria scheda anagrafica, inserire l’autolettura del contatore del gas; visualizzare i consumi; gestire le fatture. Nell’informativa sul Trattamento dei dati personali - registra il Garante - gli utenti vengono informati che Alma utilizzerà questi dati sia per il contratto sia per «l’invio periodico di messaggi contenenti pubblicità, materiale pubblicitario, iniziative promozionali, comunicazioni commerciali».

CONSENSO UNICO

Tuttavia - evidenzia l’Autorità - nel sito di Alma non veniva richiesto «uno specifico consenso per il trattamento dei dati per fini promozionali. Era, invece, possibile, manifestare un consenso unico - accetto/non accetto - ai diversi trattamenti possibili».

MAI FATTA PUBBLICITÀ

Con il passaggio del ramo di azienda del gas a Linea più (dal 1° luglio 2015) l’iscrizione allo Sportello on line non è più possibile. Questo comunica Alma alla Guardia di Finanza, precisando anche che «non è mai stata effettuata alcuna attività promozionale (con i dati raccolti)» e che conserva ancora i dati dei vecchi clienti, per motivi fiscali e poter essere d’aiuto alla società subentrata nell’erogazione del gas.

IL DIVIETO DEL GARANTE

In ogni caso, il Garante vieta ad Alma il «trattamento a fini promozionali, in assenza di consenso liberamente manifestato, dei dati personali raccolti mediante lo Sportello on line» del proprio sito. E questo anche prendendo atto della dichiarazione della società di non aver effettuato alcuna campagna promozionale con i dati raccolti on line.

DATI MAI USATI

Anche la società Linea più assicura di non aver utilizzato i dati dei clienti senza il consenso. Ereditati i clienti da Alma e non avendo verificato se esista un consenso specifico e consapevole all’utilizzo dei dati per fini commerciali la società - scrive al Garante - è «pervenuta alla determinazione di non effettuare un tale tipo di trattamento. Non possiamo, infatti, garantire con assoluta certezza che i consensi richiesti per tale finalità (promozionale/commerciale) fossero tutti effettivamente rilasciati e validi». Del resto, con l’acquisizione del ramo d’azienda, Linea più non ha inviato un’informativa a ogni cliente, ma ha pubblicato un’informativa generica sul proprio sito: la verifica individuale «avrebbe comportato un impiego sproporzionato di mezzi, anche in termini di costi». Il Garante non la trova una giustificazione valida. Una tale decisione - sulle modalità alternative di comunicazione - sarebbe stata di competenza dell’Autorità. Quindi prescrive a Linea più di informare i clienti ereditati da Alma sulle finalità del trattamento dei propri dati «alla prima occasione utile di contatto».

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