Strage del macrolotto: spazzolini e ciotole, gli oggetti delle vittime
Esclusivo: le foto del capannone incendiato in cui morirono sette operai cinesi
Le ciotole e le bacchettine nel lavello. Le tazze con i dentifrici e gli spazzolini sulla mensola del bagno. Un borsello rigonfio di banconote da 50 euro. Gli splitter dei condizionatori. Le foto come sempre parlano e raccontano di una fabbrica-dormitorio dove veniva usato un certo riguardo per chi vi lavorava e abitava. Potevano lavarsi i denti, i sette operai della Teresa Moda morti bruciati all'alba del 1 dicembre 2013, avevano il diritto a una temperatura condizionata per riposare meglio, avevano il cibo che veniva assicurato da un catering, e comunque il frigo era ben rifornito e c'era pure un cucinotto con un microonde e un bollitore per preparare il tè, nel bagno c'erano le cuffie per farsi la doccia e non bagnarsi i capelli. Ma a ben guardare un dato accomuna tutte le immagini.
Tutti gli oggetti fotografati e riportati nei faldoni del processo celebrato a Prato hanno una qualche relazione con il lavoro. Perché alla Teresa Moda il tempo era rigidamente suddiviso in due parti: una per lavorare (grossomodo 2/3 della giornata) e una per dormire quel tanto di ore per ricaricarsi e il giorno dopo lavorare di nuovo. Uniche eccezioni, qualche telefonata ai familiari prima o dopo il turno.
Dunque non un luogo di vessazioni ma un ambiente interamente orientato a un obiettivo che unisce padroni e operai, il lavoro o meglio il guadagno, che tutt’oggi è il valore dominante della comunità cinese. Nel borsello della "capa", Lin Youli, furono ritrovati 2180 euro in banconote da 50 per i pagamenti agli operai e un altro migliaio di euro in quello del marito. I condizionatori erano necessari per far riposare le maestranze nelle torride notti d'estate, le creme per le mani indispensabili specie in inverno come sanno tutti quelli che lavorano con le mani, e qui c’era da cucire, strappare, mettere i bottoni.
Nell'ufficio della capa, sottosopra ma ancora integri, sono stati ritrovati molti documenti. Bolle di accompagnamento, qualche fattura e un manuale sugli infortuni sul lavoro. Ecco, se c'è un demone che ci sorride beffardo è questo manuale ben conservato con tutti gli articoli di legge messi in ordine. E ci indica i fili elettrici volanti, la mancanza di vie di fuga, gli estintori scarichi, la promiscuità tra ambienti. Quello che non doveva esserci e che è stato fatale. Ma qualcosa, forse, sta cambiando. (2. continua)
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