La manifestazione
Schianto in autostrada dopo la festa di laurea, due morti e due feriti
Scontro tra auto e tir nel tratto aretino dell'Autosole all'altezza di Lucignano. Muore una 19enne che tornava con la famiglia dalla festa di laurea del fratello. L'altra vittima è la nonna di 81 anni
LUCIGNANO (AREZZO). Auto contro tir, due morti e due feriti. L'incidente è accaduto alle ore 20 di sabato 26 novembre lungo il tratto aretino dell'Autosole. Entrambi i mezzi stavano viaggiando in direzione sud. Quattro in tutto le persone coinvolte. Le vittime sono Noemi Avicolli di 19 anni e la nonna Lucia Puetrangelo di 81 anni, entrambi di Isernia.
Le due donne viaggiavano con la famiglia in un'auto schiantatasi forse per la fitta nebbia contro un tir. Nell'urto sono rimasti feriti una 46enne, ricoverata in codice rosso all'ospedale di Arezzo per trauma costale e addominale, e Giovanni Avicolli, 56 anni, ricoverato in codice rosso per trauma agli arti inferiori e superiori. I quattro, incastrati nell'auto, sono stato liberati dai vigili del fuoco, sul posto è intrevenuta anche la polizia stradale. Le due vittime erano sedute nel lato destro dell'auto.
Giovanni Avicolli è un giornalista, molto conosciuto in Molise, che lavora al Consiglio europeo di Bruxelles. La sua vita era già stata segnata da una tragedia qualche anno fa quando aveva perso la moglie stroncata da un male incurabile Con la figlia 19enne e gli altri familiari stava tornando da Milano dove avevano festeggiato la laurea dell'altro figlio.
Lo schianto è avvenuto nei pressi dell'area di servizio di Lucignano. Sul posto gravava una fitta nebbia ed è probabile che sia stata proprio la scarsa visibilità a provocare l'incidente.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i sanitari del 118 di Arezzo e due squadre dei vigili del fuoco. In autostrada si sono formate lunghe code con disagi per il traffico. I mezzi in transito verso sud sono stati fatti uscire ad Arezzo.
Noemi Avicolli (nella foto tra il fratello e il padre Giovanni, rimasto ferito gravemente nell'incidente) frequentava l'Università di Camerino. La sua morte ha gettato nel dolore i suoi compagni e l'associazione che si era costituita per raccogliere fondi per la ricostruzione di Camerino, città universitaria danneggiata dal terremoto, e di cui la ragazza faceva parte. "L'Associazione #IoNonCrollo - si legge in un comunicato - si stringe nel dolore per l'improvvisa scomparsa di Noemi Avicolli, studentessa dell'Università di Camerino, che sin da subito si è unita a noi e ci è rimasta a fianco in questo momento, e della nonna Lucia. Lo stesso vogliamo fare noi con i loro cari, basiti e profondamente addolorati per questa notizia terribile".
Il ritratto. E lei, Noemi, era "abituata a guardare in faccia il dolore, sebbene avesse solo 19 anni, e a prendersene gioco sorridendo con le labbra ma soprattutto con i suoi grandi occhi verdi. Chiunque avesse un problema logorante per l'anima correva da lei e tutto passava. E la stessa forza l'aveva messa in campo anche per il soccorso, materiale e morale, ai terremotati a Camerino, dove studiava". E' questo il ritratto che gli amici di Isernia hanno fatto all'Ansa della ragazza. Si portava dentro il fardello di essere rimasta orfana della madre, nel 2011, quando era solo una ragazzina. A mamma Antonietta aveva dovuto dire addio troppo presto per una battaglia non vinta contro un male incurabile. Sull'auto c'erano anche il pap di Noemi, Giovanni, giornalista, e lo zio paterno della ragazza. "Noemi dopo la morte della madre - ricordano gli amici - si era trasferita a Bruxelles e l aveva terminato la scuola, non recidendo mai il legame con noi". "Non possibile - esclama un'amica di Noemi con la voce rotta dal pianto - era cos felice. Stava tornando da Milano dove aveva festeggiato il traguardo segnato dal fratello Matteo: la laurea alla Bocconi.L'evento ha riunito per l'ultima volta la sua famiglia". Il fratellone di cui lei andava orgogliosa e che era rimasto in Italia. Anche Noemi, da poco, era tornata in Italia, a Camerino (Macerata), per frequentare il Corso di Scienze Biologiche
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