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Meningite in Toscana: è corsa ai vaccini dopo l’ultimo caso. Richiami: ecco il piano della Regione

Meningite in Toscana: è corsa ai vaccini dopo l’ultimo caso. Richiami: ecco il piano della Regione

Decuplicate le richieste: liste di attesa anche di tre settimane. La Regione vuole ripetere più spesso l’iniezione ai bambini

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FIRENZE. Rivedere il calendario delle vaccinazioni, aggiungere due dosi di anti meningococco C (dopo la prima a 13-15 mesi) a 7 e a 14 anni. È il piano B che la Regione Toscana sta pensando di mettere in campo dopo il caso del bimbo di 8 anni di Collesalvetti, colpito dalla meningite C nonostante fosse stato vaccinato nel 2009. Il piccolo, ricoverato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, migliora, risponde alle cure, ed è fuori pericolo. «Grazie al vaccino», dicono i medici. Ma il suo caso sposta l’attenzione, di nuovo, sui richiami del vaccino.

Ad oggi sono previsti solo in età adolescenziale, tra gli 11 e i 20 anni, che «in genere – fa sapere Fabio Voller, coordinatore dell’osservatorio di epidemiologia dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) Toscana – viene effettuato ogni dieci anni». Ma non basta, secondo l’assessore regionale alla Salute, Stefania Saccardi: «Evidentemente – dice –, soprattutto nei bambini serve richiamare la vaccinazione in tempi più frequenti, invece di aspettare 10 anni». Sono stati i pediatri del Fimp a invitare la Regione a prendere una posizione sul tema delle coperture contro il meningococco C.  E già nei giorni scorsi l’assessora Saccardi aveva parlato di richiami per a 5 anni dalla prima dose per i più piccoli. La commissione regionale vaccini – composta da infettivologi, medici, personale dell’assessorato alla Sanità – adesso è quindi al lavoro per capire come far ripetere il vaccino «almeno» alla fascia di età da 0 a 20 anni. E in ogni caso, ad oggi, dice l’assessora, «la copertura di vaccini non è sufficiente».

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Troppo pochi i vaccinati. Partiamo dai bambini. Per quanto riguarda il vaccino contro la meningite C, in Toscana solo il 91% dei piccoli risulta vaccinato. Negli adolescenti la copertura è ancora più bassa; circa il 65%. Dall’inizio della campagna vaccinale straordinaria (fine aprile 2015) al 31 ottobre 2016, in Toscana sono state somministrate 717.457 vaccinazioni: 194.958 nella fascia di età 11-20 anni; 326.643 nella fascia 20-45; 195.856 dai 45 anni in su.

La corsa al vaccino. Negli ultimi tre giorni è aumentata di dieci volte la richiesta del vaccino contro il meningococco C in tutte e tre le macro Asl della Toscana. In alcune città si è formata addirittura una lista di attesa di tre settimane. Succede sempre, quando si verificano casi di meningite: parte la corsa al vaccino per un mese, al massimo due, poi i laboratori tornano a svuotarsi. A Livorno, poi, ieri l’Asl, ha somministrato 200 profilassi antibiotiche alla scuola Rodari di Stagno, nel comune di Collesalvetti, frequentata dal piccolo colpito da meningite.

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«Questo è il siero migliore». Può succedere, come è successo, che il vaccino non risulti protettivo. Il caso del bimbo di Collesalvetti, infatti, non è unico: tra settembre e questo mese ce ne sono stati altri tre e anche in passato non sono mancati. «Ma ciò – secondo Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità – si verifica in un numero molto limitato di casi». Funziona come tutti gli altri vaccini: «Ci sono bambini che non rispondono al vaccino pienamente e non producono abbastanza anticorpi – dice Rezza – Oppure può accadere che gli anticorpi non siano in quel momento a un livello massimo, specie se è passato molto tempo dalla vaccinazione». Il vaccino usato in Toscana secondo Fabio Voller dell’Ars «è il miglior vaccino in circolazione, usato anche in Inghilterra per sconfiggere l’epidemia di meningite di fine anni ’90». Quindi, secondo gli esperti, «non è in dubbio il tipo di vaccino, ma quante persone sono vaccinate».

Sconosciuta l’origine del batterio. È in corso un’indagine epidemiologica sulla meningite in Toscana avviata la scorsa primavera, ma ad oggi l’Agenzia regionale di sanità e l’Istituto superiore di sanità – che la stanno curando – «ancora non si sono fatti un’idea definitiva», dice Stefania Saccardi. Tuttavia, i numeri di casi di meningite, nonostante siano in crescita, «non devono destare preoccupazione – secondo Antonio Chirianni, presidente della società italiana di malattie infettive e tropicali –. La Toscana ha registrato un superamento di queste previsioni»

Emilia docet. Come l’Emilia-Romagna anche la Toscana sta pensando a un testo di legge per rendere obbligatorie le vaccinazioni per le iscrizioni agli asili. Ma non è ancora chiaro se, nei vaccini obbligatori, verrà incluso anche quello contro la meningite. (m.c.)

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