Proteste
Il Lungarno cede davanti agli Uffizi
Un avvallamento e la strada viene chiusa. Il Comune minimizza ma il geologo Casagli invita a «fare un monitoraggio»
FIRENZE. Qualche preoccupazione c’è. Il Lungarno de' Medici è stato chiuso ieri all’improvviso e i fantasmi legati alla memoria del collasso del Lungarno Torrigiani sono rispuntati tutti fuori. L’avvallamento della pavimentazione in pietra davanti agli Uffizi era già stato segnalato, ma nel pomeriggio la situazione è peggiorata. L’abbassamento del livello delle pietre si è accentuato, si è creato un avvallamemto di 2 metri per 2 e la memoria è corsa inevitabilmente al crollo del Lungarno Torrigiani del maggio scorso.
Il luogo di quel disastro si trova proprio davanti al Lungarno de’ Medici. «Ma non c'è niente di preoccupante stavolta», rassicura l'assessore del Comune di Firenze Stefano Giorgetti. «In questo caso è molto probabile che siano state solo le piogge intense di queste ore ad aver provocato l’avvallamento. Ecco perché si è creato il dissesto delle pietre e del sottofondo stradale formando una sorta di scalino che rappresenta un pericolo alla circolazione dei veicoli».
Intanto la strada è stata chiusa. La buca di 2 metri per 2 è troppo pericolosa per il passaggio di auto e ciclomotori. «Ma non ci sono perdite dell’acquedotto. Non ci sono problemi per quanto riguarda le tubazioni di Publiacqua», dice Giorgetti. Niente a che fare dunque con il fantasma del Lungarno Torrigiani. «C’erano già delle pietre leggermente smosse. La pioggia di questi giorni ha complicato ulteriormente la situazione», spiega l'assessore. Così l’amministrazione ha deciso di intervenire subito anticipando di una settimana (invece che lunedì 28 novembre) la chiusura del Lungarno de’ Medici per accelerare i lavori di consolidamento già previsti. Dureranno almeno un mese.
L’obiettivo non è solo rimettere in sesto la pavimentazione, ma risolvere il problema che è causa di infiltrazioni di acqua anche nella sottostante sede dei Canottieri.
«Qualche problema però la città di Firenze se lo dovrebbe porre per quanto riguarda la gestione delle tubazioni idriche», dice Nicola Casagli, il professore di geologia dell’Università di Firenze che cercò di svelare la verità sul crollo del Lungarno Torrigiani con i satelliti dell’Agenzia spaziale europea. «Negli ultimi tempi si stanno verificando numerosi casi che dovrebbero imporre una riflessione. Non c’è stato solo il collasso del Lungarno Torrigiani. A settembre si sono formate tre larghe fessurazioni perpendicolari sul Lungarno Diaz. E ora gli Uffizi. È evidente che l’amministrazione comunale dovrebbe intervenire con un piano di monitoraggio - dice Casagli - di tutte le tubazioni che passano sotto la città per evitare che si verifichino situazioni del genere». Comunque anche per il professore dell'Università di Firenze non dovrebbe destare particolare preoccupazione l’avvallamento che si è creato sul Lungarno davanti agli Uffizi. «La dorsale che porta l’acqua in città passa dall’altra parte del fiume. Che mi risulti sotto la pavimentazione del Lungarno de’ Medici ci sono solo alcuni tubi privati e altri di portata minore. Certo però che il problema sussiste da tempo. Sopra il portone della società Canottieri che dà sulla spiaggetta sull'Arno - chiude Nicola Casagli - sono evidenti da tempo delle infiltrazioni d'acqua».
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