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Toscana

EMPOLI

Dà mille euro ai dipendenti se completano gli studi

di Francesco Turchi
Dà mille euro ai dipendenti se completano gli studi

EMPOLI. Dipendenti pagati per lavorare ma anche... per studiare. D’altra parte per restare al top occorrono ricerca e investimenti. E personale qualificato e preparato. Che conosce le lingue....

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EMPOLI. Dipendenti pagati per lavorare ma anche... per studiare. D’altra parte per restare al top occorrono ricerca e investimenti. E personale qualificato e preparato. Che conosce le lingue. Soprattutto se l’azienda – con il suo prodotto principale (film in polipropilene per pacchetti di sigarette) – detiene il 30% del mercato in Europa, Turchia e Russia, esporta nei paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche in Sudamerica. E bussa alla Cina. Anche con le sue etichette e nastri che finiscono su 300 milioni di confezioni, a cominciare da bottiglie d’acqua e bibite. Insomma, la Irplast è un’azienda in crescita (94 milioni di fatturato nel 2016 e una previsione di 98 milioni per il prossimo anno). E scommette sul personale. Con assunzioni, formazione. E incentivi allo studio. Proprio così: soldi per chi completa il proprio percorso per arrivare a un diploma, alla laurea triennale o magistrale: «Stiamo per firmare un accordo storico con i sindacati. Per noi i titoli di studio sono fondamentali. Vogliamo conquistare ulteriori fette di mercato ma bisogna essere preparati». Fausto Cosi, ad della Irplast – leader europeo del labelling – illustra la strategia dell’azienda al sottosegretario Luca Lotti, in visita allo stabilimento insieme alla sindaca di Empoli Brenda Barnini, all’onorevole Dario Parrini e al consigliere regionale Enrico Sostegni.

Il piano “Torna a scuola” prevede incentivi per i dipendenti che decidono di riprendere in mano i libri: mille euro al conseguimento del diploma di scuola superiore; 1.000 euro all’anno per tre anni per la laurea triennale, più un bonus di 500 dopo la discussione della tesi; e 2.400 (in due anni) per la magistrale, ai quali si aggiungerà un bonus di 500 euro per la tesi. Senza alcun vincolo di budget: in teoria tutti i dipendenti potrebbero riprendere il proprio percorso scolastico. Tutto questo accompagnato da un investimento nel biennio 2015-16 di 8 milioni in macchinari di ultima generazione per il miglioramento dell’automazione e dall’installazione di un impianto di cogenerazione ad Atessa (provincia di Chieti), dove Irplast ha due insediamenti produttivi, per ridurre i costi di approvvigionamento energetici (un impianto gemello sarà costruito a Empoli). E nello stesso periodo sono state fatte anche 60 assunzioni (età media 28 anni), che hanno fatto salire l’organico a 358 unità (188 lavorano al Terrafino, gli altri 170 in Abruzzo): 26 con contratto di apprendistato, 24 stage, 12 a tempo indeterminato e 8 a tempo determinato. Ora l’organico è “a regime”, ma non si escludono nuove assunzioni. Ma intanto «questo è stato possibile grazie al Jobs Act – sottolinea Cosi – e agli altri provvedimenti del governo, che ci hanno permesso di risparmiare 400mila euro. La metà dei nuovi assunti sono ingegneri: abbiamo cambiato il volto dell’azienda con la convinzione che la formazione e la motivazione delle persone, unitamente agli investimenti in ricerca e tecnologie, siano gli elementi fondamentali dell’innovazione». Poi si è rivolto ai dipendenti: «La conoscenza delle lingue è fondamentale. Altrimenti restiamo fuori dai giochi con certi interlocutori. Stiamo per assumere una ragazza cinese, sarà la nostra portabandiera in Oriente, dove – così come in Africa – c’è il nostro futuro».

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