Gioco
Trovata morta la donna rimasta sepolta nel crollo della villetta
Bagno a Ripoli, i vigili del fuoco hanno ritrovato il corpo sotto le macerie. Salvi il marito e le due figlie di 7 e 10 anni
BAGNO A RIPOLI (FI). E' stata ritrovata morta nella notte Valentina Auciello, la donna di 39 anni che era dispersa nel crollo di una villetta avvenuto nella serata di giovedì 18 novembre a Bagno a Ripoli, all'immediata periferia sud di Firenze. Il marito e le due figlie della donna si sono salvate dal crollo. Il corpo è stato trovato intorno alle 2 sotto le macerie della villetta dopo ore di scavo da parte dei vigili del fuoco, dei soccorritori ed anche dei vicini di casa della famiglia che vi abitava. Solo alle 4 si è riusciti a estrarlo.
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Un boato avvertito anche da lontano e la casa è venuta completamente giù: due bambine e il padre salvi, la madre trovata morta, dopo ore di scavi, sotto le macerie. E' accaduto giovedì 17 novembre, a Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze, in collina. Il padre e una delle figlie, che hanno 7 e 10 anni, sono stati estratti dai vigili del fuoco, l'altra bimba è uscita da sola dalla coltre di detriti che poco prima erano la loro casa. La donna stata trovata nella notte, con l'aiuto dei vigili del fuoco, dei soccorritori ed anche dei vicini di casa, oltre che di un cane molecolare.
Al lavoro tre squadre dei vigili del fuoco, richiesto anche l'intervento dell'Usar medium, team dei pompieri specializzato in ricerca e recupero di persone sotto macerie. Sul posto, insieme ai sanitari inviati dal 118, carabinieri e protezione civile della Città metropolitana di Firenze che ha portato tra l'altro un gruppo elettrogeno per proseguire a oltranza a scavare.
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Una fuga di gas è, al momento, la causa probabile indicata dai carabinieri per l'esplosione che alle 20.30 circa ha distrutto la villetta, un'abitazione unifamiliare, pianterreno e primo piano, inserita in un borgo colonico in località Nutrice, lungo via Villamagna. "I soccorsi sono stati immediati ma era come se ci fosse stato un terremoto", ha detto il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, che si è recato sul posto. La casa non esiste più e ci sono danni visibili anche ad altre abitazioni del complesso. "Un boato sentito bene anche in lontananza" hanno riferito alcuni residenti della zona. In molti sono accorsi e i vicini si sono messi a dare una mano, partecipando a una sorta di catena umana per togliere i detriti.
Ad estrarre dalle macerie l'uomo, Roberto Mantione, titolare di un negozio per animali, e una delle figlie, sono stati i vigili del fuoco. Un'altra bambina invece, a quanto riferito, è uscita da sola. Da una prima ricostruzione sembra che fossero appena rientrati a casa. Le ambulanze li hanno poi trasferiti in ospedale, il padre a Careggi, le due bimbe al Mayer. Hanno riportato ustioni e sembra una sospetta intossicazione, una delle bimbe ha subito anche un politrauma. Al momento del trasporto in ospedale erano tutti coscienti, si è saputo da fonti sanitarie. Per la donna, invece, non c'è stato nulla da fare.
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L'odore di gas la famiglia l'aveva sentito non molto prima dello scoppio che ha provocato il crollo della casa. Dai primi accertamenti infatti è emerso che la famiglia, probabilmente al momento del loro rientro a casa per cena, ha percepito un forte odore di gas nella zona della casa: sarebbe stato allora che il padre delle bambine, Roberto Mantione, ha telefonato al manutentore della struttura. Anche il proprietario della villetta sarebbe stato avvertito.
Una delle ipotesi sulle quali i carabinieri ed i vigili del fuoco stanno lavorando su incarico del sostituto procuratore Paolo Barlucchi che una fuga di gas, e che questa ci sia stata sembra ormai accertato, abbia completamente saturato l'interno dell'abitazione: ancora da chiarire, oltre a tempi e modi della telefonata di segnalazione del puzzo di gas, cosa sia accaduto per innescare la miscela micidiale. Forse l'ingresso di uno dei membri della famiglia in casa, dove per causare lo scoppio in quela situazione di forte concentrazione di gas pu essere stato anche un gesto apparentemente meno pericoloso dell'accendere un interruttore della luce. Per ora i superstiti del crollo non lo possono raccontare.
L'uomo e le due figlie restano in prognosi riservata. Il padre è ricoverato nel reparto di rianimazione del Dea dell'ospedale di Careggi, mentre le bambine sono ricoverate all'ospedale pediatrico Meyer: entrambe, soprattutto la più piccola, hanno vaste ustioni su tutto il corpo.
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