Sicurezza
Il dirigente Asl: ci si protegge senza convinzione
Più per paura che per convinzione. Ci si vaccina per queste ragioni contro la meningite. E, infatti, i “picchi” sono sempre dopo ogni caso. L’ultimo - la ragazza di 20 anni ricoverata a Livorno - sta...
Più per paura che per convinzione. Ci si vaccina per queste ragioni contro la meningite. E, infatti, i “picchi” sono sempre dopo ogni caso. L’ultimo - la ragazza di 20 anni ricoverata a Livorno - sta riempiendo le agende dell’ex Asl livornese, vuote fino a qualche giorno fa. L’analisi di Alessandro Barbieri, responsabile della Sanità pubblica dell’area livornese, è dettata dall’esperienza.
Dottor Barbieri, perché le persone non si vaccinano contro la meningite, malgrado i contagi?
«Possiamo parlare di opinioni formate sull’esperienza».
Ci dica la sua.
«A mio avviso c’è una buona copertura nella prima infanzia, almeno dal 2009-2010. Da qualche anno, i genitori sono più sensibili alla vaccinazione contro il meningococco C. Prima i bambini si proteggevano solo con le vaccinazioni “obbligatorie” e basta. Così il livello di copertura diminuiva».
Infatti, il problema del contagio riguarda più adolescenti e giovani adulti. Addirittura in Toscana, anche la popolazione “matura”, di solito esclusa dalla malattia. Eppure, la vaccinazione non sembra attecchire.
«Non è esatto. Va a ondate “epidemiche”: quando c’è un caso, l’attenzione si riaccende, anche per i figli. L’andamento è molto legato all’emotività».
Questo cosa significa?
«Significa che ancora la vaccinazione non è percepita come uno strumento di prevenzione importante sempre, ma solo sotto l’onda dell’emotività. Ci ricorri solo perché hai paura. Non so come mai le persone assumono con grande leggerezza gli antibiotici che, come tutti i farmaci, possono avere effetti collaterali e continuano a nutrire riserve per i vaccini. Persiste la ritrosia per i vaccini - sentiamo dire: “Potrebbe farmi sviluppare l’autismo, allergie, disturbi neurologici” - quando sono sicuri; in compenso non si legge mai il foglio che accompagna l’antibiotico».
Ma la gente si vaccina o no?
«In questi giorni sì. Fino a quando non si è verificato il nuovo caso di meningite della ventenne, ricoverata a Livorno, le nostre liste erano quasi vuote».
Chi si mette in fila per vaccinarsi, quando c’è un caso?
«C’è molta richiesta fra gli ultra 45enni».
Nella fascia non gratuita.
«Esatto. Forse hanno più paura del contagio. Anche se non faceva parte dei protocolli di prevenzione, in Toscana si vaccinano gli adulti maturi, visti i contagi in età avanzata. La risposta del sistema immunitario al vaccino può essere un po’ meno efficace che nei giovani, ma è sempre il modo migliore di proteggersi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
